Italia
Annuncio in diretta «Niente orti urbani ad Antignano»
Nel nostro incontro con i cittadini la risposta del Comune «Dirottati in Coteto». E sul traffico: «Vogliamo la lettera»
LIVORNO. Se da queste parti sentite dire a un residente che deve “andare a Livorno” o fare la spesa “in paese” non fatevi troppe domande: è un antignanese, uno di quelli doc, che vive Antignano non solo - o meglio non tanto - come un quartiere della città ma come un paese, il suo paese. Che «non avrà tutti i problemi che hanno altre zone di Livorno, ma non per questo può essere trascurato da chi ci amministra». Ieri tantissimi abitanti di Antignano hanno preso un Caffè col Tirreno: ci hanno raccontato quel che va e quel che non va tra lamentele e proposte. Lo hanno fatto davanti ai cappuccini al cioccolato di Renato e Gionata Stoppa della Baracchina Nicla, davanti alle pizze di Salvatore Gagliardo Gurrieri di Tomei, a Marco Cangemi della Baracchina Azzurra e tra i volontari della Misericordia che si affaccia nel cuore di Antignano.
No ai 50 orti urbani
Partiamo da un incontro che si è trasformato in una notizia. Maila Benvenuti e Alvaro Lo Gerfo di prima mattina hanno raggiunto la Baracchina Nicla insieme ad altri residenti del comitato anti orti urbani nato in via dei Caduti nei lager nazisti dopo che, alcuni mesi fa, il Comune ha annunciato di voler realizzare e assegnare 50 orti urbani nel parco sotto i loro palazzi. «È l’unica area verde del “paese”, - hanno ripetuto in coro - abbiamo proposto al Comune un progetto alternativo che prevede semmai di riqualificarla, ad esempio allargando l’area giochi per bambini». «Poche settimane fa - hanno poi fatto sapere - abbiamo presentato anche un ricorso al Tar. Sappiamo che nel frattempo la giunta comunale ha approvato una decisione che ipotizza di spostare il progetto in un altro quartiere: a che punto siamo? Non ritireremo il ricorso fino a quando non garantiranno che l’area di Antignano non sarà toccata».
Dalla postazione del Caffè Tirreno abbiamo contattato in diretta l’amministrazione comunale, che pochi minuti dopo ha diramato un comunicato ufficiale annunciando che «non sarà più realizzato l’orto urbano in via Caduti nei lager nazisti: l'intervento è stato dirottato su via Bedarida, in Coteto, un’altra area di verde pubblico ritenuta idonea ad ospitare orti sociali nell'ambito del progetto regionale Centomila orti in Toscana». «Non vorrei che questa decisione potesse figurare come un dietrofront dell’amministrazione per la pura protesta dei residenti», ha poi sottolineato l’assessore Alessandro Aurigi: «Ciò che ci ha convinto a scegliere un’area alternativa sono state piuttosto le richieste e le legittime problematiche sollevate dallo stesso comitato con cui ci siamo incontrati», che ha sottolineato che «l’area verde individuata è già un punto di aggregazione e di ritrovo per tante famiglie e bambini». «Lo stesso comitato - ha aggiunto - si è offerto di presentare un progetto di riqualificazione dell'area antignanese completamente autofinanziato». Ora «il compito passa agli uffici tecnici comunali che ricalibreranno il progetto per adattarlo a via Bedarida».
Tra i cittadini presenti anche l’ex consigliera comunale Marcella Amadio, in qualità di residente antignanese doc, che ha comunque sottolineato: «Carta canta e i cittadini sono disposti a ritirare il ricorso al Tar quando ci sarà una delibera di giunta definitiva».
«Vogliamo la lettera»
Molti residenti della zona hanno invece spostato l’attenzione su un altro fronte: i parcheggi. «Sono residente ad Antignano da sempre - racconta Andrea Vettori - e uno dei problemi che viviamo è che non riusciamo a trovare parcheggio. Ben vengano i turisti e i bagnanti soprattutto d’estate, ma chiediamo la lettera per i residenti». «Ed eventualmente - aggiungere - una cifra simbolica ai non residenti per parcheggiare sul lungomare, per poter mantenere pulita e sorvegliare la zona». Chiede la lettera anche il ventiseienne Samuele Messerini: «Ad Antignano si vive bene, il problema più grande è il parcheggio, la lettera per i residenti sarebbe utile». Messerini segnala anche che in piazza Bartolommei gli stalli bianchi per le auto «sono troppo stretti». Mirella Del Conte è antignanese da sempre: «Il mio babbo è nato qui, nel 1888», dice subito: «In via Duca Cosimo e nella piazzetta ci sono sempre macchine in doppia fila e in sosta selvaggia, vorrei la lettera».
«Piazza Gelli? La pulisco io»
È Mirella ad accompagnarci fino alla piazzetta intitolata al partigiano Ero Gelli, dove le auto sono parcheggiate in divieto fin sopra gli scalini. L’uomo che armato di guanti, scopa e bidone dell’immondizia tiene pulita la piazza non è un addetto dell’Aamps ma un antignanese doc. Si chiama Fabrizio De Felice ed è un metalmeccanico in pensione. «Ho sempre tenuto pulita la piazza visto che nessuno lo fa», sorride. E racconta qualche aneddoto: «Ho appena ritinteggiato la panchina, ho messo qualche pianta, la prima volta piantai un oleandro con il giudice De Gregorio, papà di Concita». «Noi antignanesi ci teniamo», ripete. Curiosità: sui gradini della piazza ha dipinto alcuni bollini bianchi d’emergenza. «Così soprattutto gli anziani si accorgono che c’è lo scalino e non rischiano di cadere».
Una Pro loco per Antignano
Sul fronte degli antignanesi che si danno da fare c’è Sirio Bonaccorsi, non solo residente ma per più di quarant’anni vigile urbano, spesso in servizio ad Antignano, e uno dei più attivi al centro per anziani della zona. «Antignano - dice - offre una buona qualità di vita, ma non vive. Servirebbe - è la sua proposta - una Pro Loco di Antignano, per organizzare iniziative e far partecipare anche le fasce più deboli».
Che peccato i lavatoi crollati
Anche Mauro Fiorini, ex governatore della Misericordia della zona e per molti anni medico di famiglia, è uno che di Antignano conosce quasi ogni buca per terra. Nel viaggio fatto in mattinata dentro al quartiere ci accompagna alla Fonte Vecchia. O meglio a quella che una volta era la Fonte Vecchia, perché poche settimane fa, il 16 settembre, gli storici lavatoi sono crollati sotto il peso della pioggia e di una frana. Ma anche di un’incuria cronica. «Quando ero governatore della Misericordia - racconta - proponemmo all’allora circoscrizione 5 di adottarla: ci avrebbero fornito i materiali perché il tetto stava franando e noi l’avremmo rimessa a posto a spese nostre e ce ne saremmo presi cura. Dissero di no: guardate com’è ora... È crollato tutto ed è un peccato, sotto alla fonte dove venivano le massaie nell’Ottocento c’è anche una stradina romana». Così lancia l’appello affinché questo angolo storico di Antignano non resti un cumulo di macerie transennato.
All’interno bus a singhiozzo
Da qui a piazza Bartolommei, dove si affacciano i negozi del quartiere, come l’edicola e l’alimentari, ci sono pochi passi. In questa zona vivono molti anziani. E l’appello che rivolgono al Comune e al Ctt attraverso Il Tirreno è sempre lo stesso: più bus. «La linea 1 si ferma solo sul lungomare e la linea 2R passa dalla piazza ogni mezz’ora, per chi abita ad esempio in via Fraschetti è un bel problema». La signora Rosanna ci viene incontro aiutandosi con il bastone: «Non me la fate la foto, semmai fate presente a chi di dovere che la domenica qui dentro non passano gli autobus: il 2 è stato soppresso da tanto, c’è solo il pullman blu che va in provincia. Ma questo è un “paese” di anziani e ci sono pochi negozi, come facciamo a spostarci?».
Via quei cassonetti
Restiamo in piazza Bartolommei per una richiesta che arriva dai gestori di Tomei: «Spostate i cassonetti dell’immondizia da via Fratelli del Conte. Sono quasi attaccati alla porta di ingresso, qui ci sono anche altri ristoranti, sappiamo che nessuno li vuole vicini, ma c’è puzzo e c’è chi abbandona di tutto». Ieri, in bella mostra, un wc.
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