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Livorno

Darsena Europa, avanti tutta «Ecco le prossime scadenze»

di Enrico Paradisi
Darsena Europa, avanti tutta «Ecco le prossime scadenze»

Il commissario Gallanti: «La Corte dei Conti Europea ha dato un giudizio strategico e non contabile sulla capacità di offerta di Genova e Livorno insieme. Ma il nostro è un intervento sostitutivo»

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LIVORNO. Il progetto e soprattutto il bando sulla nuova Darsena Europa, vanno avanti. Il parere della Corte dei Conti Europea, infatti, contenuto nella relazione speciale sul trasporto marittimo dell'Ue, che già da l’altro ieri ha cominciato a sollevare un po' di polverone sulla grande operazione, è infatti confinato in un macro giudizio politico (e non contabile) che non inficia in alcun modo il percorso in essere dell'infrastruttura destinata ad ampliare il porto di Livorno. È quanto viene ribadito da Palazzo Rosciano e dagli esperti del settore.

Nell'ottica dell'imperante gigantismo navale - si sottolinea negli ambienti marittimi - la Darsena Europa non è infatti da considerare un accessorio ma un'infrastruttura necessaria e vitale per il mantenimento prima, e per il futuro sviluppo poi, del traffico contenitori del porto di Livorno.

Nella relazione la Corte, che più che altro è rivolta agli uffici della Commissione europea e della Bei che sostanzialmente vengono "rimproverate" di scarso coordinamento, rileva come molti investimenti portuali risultino "inefficaci e insostenibili" e cita Genova, La Spezia, Livorno e Savona. Porti vicini, e in concorrenza tra loro nello stesso entroterra, che secondo la Corte rischierebbero dunque di portare anche una specie di effetto "dumping" sui prezzi perché ogni scalo cercherebbe di attrarre così i traffici supplementari. La risposta della stessa Commissione è di per sé molto rassicurante, quando afferma che le infrastrutture portuali sono pianificate e progettate in una prospettiva di lungo termine (10-20 anni) e che dunque i relativi investimenti non possono in sostanza essere valutati in prospettive di minor respiro. Per quanto riguarda il discorso della Corte dei Conti - replica anche il commissario dell'Authority livornese, Giuliano Gallanti - «si esprime un giudizio su tutta la portualità europea, in particolare per quello che interessa a noi sull'Alto Tirreno. Più che un giudizio però la Corte esprime una preoccupazione sull'offerta che l'insieme dei porti da Genova e Livorno offrirebbe sul mercato e che sarebbe superiore alle possibilità che lo stesso mercato andrà ad offrire». «Non c'è nessuna bocciatura e nessun bocciato - sottolinea con forza Gallanti - meno che mai la Darsena Europa. Anche perché come noto, la Darsena Europa non è un intervento aggiuntivo alla capacità esistente, ma sostitutivo di quella porzione di porto (Darsena Toscana) che già da oggi non è in grado di ricevere le navi superiori a 8 mila teu. Quindi nessuna bocciatura, e nessun aumento di capacità da parte dell'autorità portuale di Livorno con la previsione della Darsena Europa».

Intanto il 15 dicembre è fissata la data di scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse, dopo di che ci sarà un tot di tempo ancora da definire (fase di prequalifica) per vedere chi ha superato i requisiti di base. Poi coloro che risultano qualificati hanno sei mesi di tempo per presentare il progetto definitivo. Dopo di che una commissione dell'Autorità portuale valuterà i progetti e sceglierà i vincenti. A questo punto si dovrà stipulare il contratto, il momento fondamentale della procedura, e la parte burocratico - amministrativa sarà conclusa. Al privato spetta realizzare il terminal, mentre le opere foranee sono a carico dell'Autorità portuale. Si tratta di uno dei più importanti project financing che riguardi la portualità italiana: sul piatto in tutto un'opera da 800 milioni di euro di cui 327 a carico di investitori privati.

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