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Livorno

Reddito di 189mila euro, ha la casa popolare

Reddito di 189mila euro, ha la casa popolare

La denuncia del sindaco di Livorno: «È anche morosa. I furbetti hanno le ore contate». Nel dossier di Casalp ingiunzioni per sei milioni

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LIVORNO. In uno degli appartamenti popolari della città vive una persona che ha un reddito di 189.000 euro. E che nonostante questo reddito stellare per un inquilino delle case popolari ma non solo, da dieci mesi non paga l’affitto a Casalp. Giovedì 29 la denuncia a sorpresa è arrivata direttamente dal sindaco Filippo Nogarin, che in un post su Facebook ha esordito con: «I furbetti delle case popolari hanno le ore contate».

«Troppe persone - ha scritto - hanno bisogno di un tetto sopra la testa a Livorno, ma troppe persone continuano ad occupare alloggi senza averne diritto. Abbiamo iniziato una ricognizione delle morosità e scoperto casi eclatanti». Il primo citato, almeno stando ai dati riportati dal primo cittadino, ha del clamoroso: «C'è una persona - scrive - che beneficia di un alloggio Erp pur avendo un reddito annuo di 189mila euro. Come sia possibile non me lo spiego. Forse qualcuno per troppi anni ha chiuso non uno ma due occhi. C'è di peggio: questa stessa persona da 10 mesi non paga l'affitto per questa casa e ha accumulato oltre 3mila euro di debiti con Casalp».

«Non si tratta purtroppo - aggiunge Nogarin - di un caso isolato: abbiamo individuato anche una persona che, con 71mila euro di reddito, non paga l'affitto da 70 mesi. E un'altra che con 30mila euro l'anno di entrate non paga da 144 mesi. Significa 14 anni (in realtà 12, ndr). E nessuno ha mai fatto niente». «Intanto - conclude - chi ha davvero bisogno passa le notti all'aperto. Una vergogna che non possiamo accettare».

La presidente di Casalp, Vanessa Soriani, contattata dal Tirreno, ha spiegato che «tra il 2015 e il 2016 Casalp ha inviato ingiunzioni di pagamento agli inquilini morosi per un totale di sei milioni di euro».

«Subito dopo - racconta - abbiamo inviato a tutti i Comuni della provincia le liste degli inquilini a rischio decadenza dell’assegnazione dell’alloggio perché morosi da più di sei mesi, come prevede la nuova normativa, o perché non più in possesso, per due anni consecutivi, dei requisiti di reddito necessari». Questo perché «i Comuni valutino se ci sono casi di particolare disagio, prima di procedere loro stessi all’invio delle lettere di decadenza». Nelle liste spedite all’ufficio casa di piazza Civica ci sono anche i casi citati ieri sera da Nogarin.

Da Casalp hanno spiegato che nel primo caso (quello dei 189.000 euro) si tratta di una libera professionista, assegnataria di una casa popolare da almeno trent’anni. Non è stato possibile capire al momento se il reddito sia variato improvvisamente negli ultimi due. È stato comunque confermato che negli ultimi dieci mesi ha accumulato un “piccolo” debito di circa 3.000 euro. Quanto al secondo caso citato dal sindaco, è stato confermato che «una donna che vive da sola, con un reddito di circa 71.000 euro, non paga l'affitto da 70 mesi e ha accumulato un debito di 17.000 euro». Molto più alto il debito accumulato da una famiglia di tre persone, con 30.000 euro di reddito convenzionale (circa 53.000 di reddito imponibile): «L’assegnatario - spiegano da Casalp - risulta moroso da 144 mesi, per un totale di circa 67.000 euro».

Dal Comune hanno spiegato che sono in corso tutti gli accertamenti necessari prima di far partire le lettere di decadenza delle assegnazioni, partendo appunto dalla fascia più alta di reddito.

Nei giorni scorsi, intanto, sono partiti 1.322 avvisi di morosità per gli inquilini che non pagano da più di sei mesi: i dati di Casalp dicono che solo 21 di questi sono in fascia di reddito alta, 97 sono nella fascia che va dai 16.000 ai 28.000 euro di reddito convenzionale, 272 nella fascia debole che sta tra gli 8.000 e i 16.000 euro. Le ingiunzioni sono arrivate fino a qui. Sotto, nella fascia più in difficoltà che va da zero a 8.000 euro di reddito convenzionale, ci sono gli altri 932 inquilini che risultano morosi.

(j.g.)

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