Gioco
Ciao Alberto Bonatti, una vita in cartoleria tra famiglia e lavoro
Livorno, si è spento all’età di 89 anni il patron dei negozi al mercato. Giovedì 29 alle 15 il funerale alla cappella della camera mortuaria
LIVORNO. I suoi consigli, la sua saggezza, la bontà, il sorriso accogliente. Con Alberto Bonatti non viene a mancare solo uno dei più stimati, storici commercianti livornesi, ma anche e soprattutto una persona umana, d’altri tempi. Uno di quegli imprenditori che ha dedicato l’intera vita alla famiglia e al lavoro. Il patron delle cartolerie di piazza Cavallotti, che solo meno di un mese fa ha festeggiato 70 anni di attività, è venuto a mancare mercoledì 28 settembre all’ospedale, nel quinto padiglione, dove era stato ricoverato negli ultimi giorni per vari acciacchi. Una figura autorevole, un vero punto di riferimento, che aveva fondato la cartoleria omonima, per poi allargarsi e mettere su quattro punti vendita.
Bonatti ha fatto in tempo a ricordare la festa dei 70 anni, anche se, come dicono i familiari, purtroppo già non stava bene da tempo. Nell’ultimo anno la sua vita era stata segnata dalla sofferenza: allettato e spesso non vigile, s’è spento piano piano. «È morto di vecchiaia», dicono con affetto i familiari di “nonno” Alberto. Bonatti era nato in via Cadorna, in pieno centro, dove era cresciuto e dove aveva passato la maggior parte della sua vita, dietro il banco del negozio, nel cuore dell’area mercatale.
Ultimamente, però, si era trasferito in via Cestoni a Shangai. Vedovo, lascia nel dolore i figli Patrizio e Paola, e i nipoti: Jessica e Matteo (che hanno preso in gestione l’attività, ereditata appunto dal babbo Patrizio), e poi Fabio e Gabriele, che gestiscono il bar B52 in piazza Roma. «È stato un grande lavoratore - dice commosso il figlio Patrizio - una persona buona, aperta a tutti, disponibile: si faceva in quattro per aiutare coloro che gli chiedevano un consiglio o un favore. Lo conoscevano tutti e la gente lo stimava perché si faceva volere bene. Da ragazzo giocava al calcio, sport che amava, ed era un grande tifoso della Juventus, l’unica passione “extra” famiglia e lavoro che si concedeva». Addolorati i nipoti: «Ci mancherà moltissimo, era il punto di riferimento della famiglia, anche se ormai da tempo non stava bene - dice Jessica - Noi tutti lo ringraziamo per la grande opportunità che ci ha dato sia professionale sia umana».
Il sogno della cartoleria Bonatti iniziò nel 1946, subito dopo la guerra. All’epoca Alberto aprì l’attività con la licenza di cancelleria, carta e materiale da imballaggio. L’iniziativa trovò subito terreno fertile in città, e Bonatti chiese ai suoi genitori di dargli una mano nella gestione del negozio. Così potava affiancare alla cartoleria il lavoro di cenciaio, attività che gli permetteva di muoversi e stare a contatto con la gente. Poi nel 1978 ad Alberto subentrò il figlio Patrizio per poi arrivare all’attuale gestione. I funerali di Alberto Bonatti saranno celebrati giovedì 29 settembre alle 15 nella cappella della camera mortuaria dell’ospedale, sul viale Alfieri. Poi ci sarà il corteo, a cura del servizio funebre della Svs, fino al cimitero comunale dei Lupi, dove avverrà la sepoltura.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
