Il Tirreno

Livorno

Telefonate moleste

Cellulari senza difese, salta l’iter accelerato

di Ilaria Bonuccelli
Cellulari senza difese, salta l’iter accelerato

Il Senato rimanda la revisione del Registro delle Opposizioni

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Non ci sarà la corsia preferenziale per togliere di mezzo le telefonate moleste. Il Senato, a maggioranza, decide che la riforma del Registro delle Opposizioni non merita una legge approvata con iter accelerato. Se ne può riparlare, con calma, fra qualche settimana. Quando inizierà (dal 6 ottobre) la discussione del ddl Concorrenza. Fosse per il Pd, in realtà, non se ne parlerebbe neppure in quella occasione. La materia si tratterebbe ancora con più tranquillità. «Per affrontarla meglio», spiega il senatore Raffaele Ranucci, esperto di telecomunicazioni.

IL GOVERNO NON SI OPPONE

Lo contraddice, però, il senatore di Area Popolare Luigi Marino che in commissione Industria è relatore del ddl Concorrenza (insieme a Salvatore Tomaselli del Pd). In aula conferma che in sede di discussione del ddl Concorrenza verranno presentati da Riformisti, Pd, Ap e M5s emendamenti che «grosso modo riprendono il disegno di legge proposto. Su di essi non credo ci siano delle contrarietà a priori né da parte dei relatori né da parte del Governo ad affrontarli in termini positivi e costruttivi, se mai con qualche aggiustamento in aula».

In sostanza, Marino assicura la disponibilità del Governo (confermata a Il Tirreno anche dal ministero dello Sviluppo Economico) a discutere la riforma del Registro delle Opposizioni con la legge omnibus sulla Concorrenza. Per questo Marino chiede di negare l’iter d’urgenza per la riforma del Registro delle Opposizioni, richiesto dalla senatrice di CoR, Anna Bonfrisco.

CELLULARI NEL REGISTRO

La procedura sarebbe solo servita a velocizzare la discussione in commissione Trasporti e in aula del ddl che la senatrice propone per risolvere il problema delle telefonate indesiderate. Una soluzione semplice, ricorda il collega riformista Pietro Liuzzi: aprire il registro delle Opposizioni anche ai cellulari, dietro richiesta esplicita.

GIÀ PREVISTO 6 ANNI FA

In pratica - osserva il senatore di FI Lucio Malan - questo ddl dei riformisti non farebbe che colmare un ritardo di anni. Il senatore forzista, autore dell’emendamento che nel 2010 ha fatto istituire il Registro delle Opposizioni, l’unica forma di difesa dalle chiamate indesiderate, ricorda: «Nel lavoro di redazione dei decreti attuativi è stata operata una grave restrizione rispetto alla legge votata dal Parlamento e si è limitata la possibilità di farsi inserire nel Registro delle Opposizioni. Il decreto attuativo ha previsto che il Registro sia accessibile solo per i numeri fissi e per quelli pubblicati negli elenchi. Perciò i cellulari, ormai in prevalenza usati, sono esclusi, probabilmente per le resistenze del funzionariato governativo». Ora - aggiunge il senatore - si tratta di fare «una cosa molto semplice, quella che già chiedeva la legge del 2010: consentire di includere nel Registro delle Opposizioni tutti i tipi di utenza. Questo non significa che un abbonato non possa più essere chiamato: potrà dare l’autorizzazione alle chiamate, un’autorizzazione seria e preventiva».

ISCRIZIONE D’UFFICIO DI TUTTI

Ora la riforma prova a rimettersi in moto. Non è la prima volta, per la verità: il senatore leghista Jonny Crosio aveva presentato una proposta di riforma del Registro delle opposizioni in commissione giustizia già nel 2013. Oggi appoggia il tentativo dei Riformisti. Al quale si affianca anche M5S, dice il senatore Gianni Girotto, uno dei firmatari dell’emendamento al ddl Concorrenza. In realtà, la proposta di M5s è più “radicale”: prevede la possibilità di un’iscrizione d’ufficio di tutti i numeri al Registro delle Opposizioni. «Devo essere io consumatore - illustra il senatore - con espressa dichiarazione a dare il consenso a essere contattato». Questo in linea - specifica Girotto - con i principi espressi nella Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e nella Costituzione dell’Ue. Entrambi gli atti riconoscono la riservatezza come un «diritto fondamentale», su cui non può esservi ingerenza di «autorità pubblica, a meno che non ci siano motivazioni di sicurezza nazionale, prevenzione reati, difesa della salute». Proprio per questo ogni individuo «ha diritto ad accedere ai dati raccolti che lo riguardano e a ottenerne la rettifica». Tutto questo per dire - sintetizza Girotto - che alla base della riforma ci deve stare il «consenso». E la consapevolezza del cittadino - aggiunge la senatrice Bonfrisco - di partecipare «con il proprio numero telefonico a un’organizzazione economica. Con il passaggio all’economia digitale l’abbonato deve essere consapevole del fatto che il suo numero può essere venduto. Perciò ora è arrivato il momento di agire, dopo tante riflessioni».

LA PAROLA ALLA COMMISSIONE

Il presidente della commissione Trasporti, al Senato, Altero Matteoli, prende alla lettera l’invito: metterà l’argomento in discussione prima possibile. E nominerà un relatore per il ddl. Finora non lo aveva fatto, anche se il ddl è stato assegnato il 14 settembre, perché aspettava il voto dell’aula. Ma ora procedura d’urgenza è stata bocciata. E affidarsi solo al ddl Concorrenza è troppo rischioso. Soprattutto con l’incognita della fiducia sul provvedimento. Un’ipoteca eccessiva per la riforma attesa da anni.

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