Gioco
Nel villaggio della solidarietà batte il cuore del rione
Don Luciano organizza tutte le sere le ronde della carità insieme a 70 volontari e a 80 famiglie che preparano i pasti da portare a un centinaio di senzatetto
LIVORNO. Ottanta famiglie del quartiere che, a turno, preparano i pasti per “gli ultimi” della città. Settanta volontari che tutte le sere girano per le strade per portare un sollievo ai bisognosi su quel pulmino della carità che dal 1992 rappresenta una boccata di ossigeno per oltre cento senzatetto. Da anni ormai don Luciano ha trasformato la sua parrocchia in una sorta di villaggio della solidarietà dove batte il cuore del rione. «Il nostro è un quartiere dal cuore grande, popolato da 6500 persone, con 2750 famiglie dove purtroppo vediamo di rado le forze dell’ordine a controllare: non si merita che sia abbandonato in questo modo», non risparmia critiche alle istituzioni don Luciano al timone della parrocchia da 32 anni. Lui è uno dei pilastri del quartiere. Ne conosce, è il proprio il caso di dire “vita, morte e miracoli”. E’ lui che da tempo si è preso a cuore i bisogni del quartiere cercando di trovare soluzioni. In autonomia. Ricorrendo alle forze della “sua” parrocchia e della grande famiglia che ci gira intorno. Ci apre le porte del suo villaggio. E’ un’oasi di ordine e di organizzazione. Qui Casa Betania: tutte le mattine, su appuntamento, chi ha bisogno va, ritira viveri e vestiario. «Aiutiamo circa 3mila persone, livornesi e non. Anche la Coop di via Toscana ci dona alimenti, così il circolo Arci Petrarca e diverse pizzerie della città», va nei dettagli.
Accanto alla sala-refettorio c’è anche una grande cucina. Nella struttura accanto si spalancano le porte della Casa del Sorriso: è uno spazio giochi gratuito aperto ai ragazzi del quartiere. Ci sono biliardini, ping-pong, giochi. «Visto il deserto di spazi per ragazzi nel quartiere ci siamo organizzati - continua don Luciano - Purtroppo qui dell’amministrazione attuale non vediamo mai nessuno». Nell’edificio non ci sono solo giochi. Al primo piano, oltre alle stanze dove vengono ordinati abiti e scarpe da donare a chi ha bisogno, c’è addirittura un ambulatorio medico che assiste le persone, gratuitamente, il venerdì. E’ gestito dal dottor Paolo Piccioli.
Questo il quadro della solidarietà by-day. La notte invece gli aiuti arrivano “a domicilio” con la ronda della carità. A bordo di un pulmino acquistato proprio da don Luciono, tutte le sere, il parroco insieme ai volontari portano la cena ad oltre cento senza tetto della città: il mini-bus passa dall’ex Fiat di viale Petrarca, da piazza del Luogo Pio e infine dalla stazione.
«Ovviamente se lungo il cammino vediamo qualcuno che ha bisogno ci fermiamo - e chiude - Tante sono famiglie, livornesi e non. La maggioranza degli stranieri si concentra alla stazione».
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