Lutto
Il governo ora accelera per approvare la legge
Stamani il Senato vota per la corsia preferenziale contro le chiamate indesiderate Se passa il Ddl andrà subito in commissione per poi tornare a Palazzo Madama
Mette l’acceleratore la riforma del Registro delle Opposizioni. O almeno ci prova. Stamani, il Senato decide se approvare con una corsia preferenziale la legge che dovrebbe mettere un freno alle chiamate indesiderate. E così testa la volontà del governo di arginare il telemarketing selvaggio, al di là delle dichiarazioni di intenti.
RIFORMA ACCELERATA
La senatrice Anna Bonfrisco di CoR (Conservatori e Riformisti) ha chiesto e ottenuto la dichiarazione d’urgenza per il disegno di legge sull’iscrizione al Registro delle opposizioni di tutti i numeri di telefono, fissi e mobili, «previa richiesta degli interessati». Il regolamento del Senato prevede che la procedura d’urgenza venga votata per alzata di mano in aula.
Se stamani questo iter accelerato verrà accordato, il disegno di legge verrà rispedito dall’aula alla commissione Trasporti e Telecomunicazioni, di cui è presidente al Senato l’ex ministro (toscano) dei Lavori Pubblici, Altero Matteoli. Che ritiene urgente la riforma del Registro delle Opposizioni. Per questo è statro fra i primi sostenitori della campagna de Il Tirreno per estendere anche ai cellulari, la tutela dalle chiamate indesiderate. Posizione assunta pure dal senatore livornese Marco Filippi, membro della stessa commissione. Dove il ddl verrebbe discusso prima di tornare in aula a Palazzo Madama. Iter analogo seguirebbe alla Camera.
DISCUSSIONE ORDINARIA
Potrebbe, però, anche accadere che il Senato stamani si esprima contro l’iter accelerato per la riforma del Registro delle Opposizioni. Allora, la battaglia contro il telemarketing selvaggio verrebbe rimandato alla discussione sul ddl Concorrenza che dovrebbe iniziare al Senato il 6 ottobre.
Le incognite, in questo caso, però, sono molte, malgrado le dichiarazioni del ministero dello Sviluppo economico e dei due relatori della legge (i senatori Luigi Marino e Salvatore Tomaselli) di non opporsi alla riforma del Registro delle Opposizioni. Intanto, c’è da capire se davvero la discussione inizierà. Poi, c’è da vedere se verrà imposta la fiducia sul provvedimento: in questo caso, il ddl verrebbe blindato. E allora, addio agli emendamenti. A tutti, non solo a quelli contro le telefonate indesiderate.
Se, invece, non venisse mesa la fiducia e si procedesse con la discussione “ordinaria” sul ddl Concorrenza, allora l’attenzione si sposterebbe sul tipo di riforma possibile contro il telemarketing.
DUE PROPOSTE DI MODIFICA
Oggi gli emendamenti per modificare il Registro delle Opposizioni sono di due tipi: ce n’è uno dei Riformisti che ripropone l’iscrizione al Registro su base volontaria, la soluzione indicata nel disegno di legge per il quale stamani si cerca di ottenere l’iter accelerato. Poi ci sono gli emendamenti di Area popolare, Pd e M5 (testi di fatto identici) che propongono l’iscrizione al Registro delle Opposizioni di tutte le numerazioni non presenti negli elenchi telefonici. Quindi anche di cellulari e numeri riservati. Queste numerazioni, però - si legge nei testi depositati dai senatori Pasquale Sollo (Pd), Gianni Girotto e Gianluca Castaldi (M5s) devono essere fornite dagli operatori telefonici al gestore del Registro (la Fondazione Bordoni, ndr) «con la stessa periodicità (15 giorni) di aggiornamento prevista per la base di dati unica».
IPOTESI FASTWEB
Questo emendamento - noto come proposta “Fastweb”(a favore di un congelamento del telemarketing liberalizzato) - ingenera molti interrogativi. Il principale: questa formulazione implica l’iscrizione d’ufficio di 115 milioni di utenze al Registro? E se gli operatori telefonici devono trasferire le proprie banche dati dei numeri alla fondazione Bordoni, scatta un divieto immediato di telefonate commerciali per 115 milioni di utenze? Allora che fine farebbero i call center (con i loro 40mila lavoratori)?
USCIRE DAL REGISTRO
In realtà, secondo lo staff del senatore Girotto gli abbonati sarebbero liberi di scegliere il telemarketing chiedendo di “uscire” dal Registro delle Opposizioni, invece di entrarci. Di fatto si dovrebbe ribaltare l’attuale funzionamento. Anche se il senatore si riserva una riflessione sulla questione «non marginale» dell’occupazione.
IL PIANO B
Intanto il senatore Castaldi presenta un emendamento che costituisce il piano B anti molestie telefoniche: nel caso in cui non passi la riforma del Registro, spinge per una norma che renda più “trasparenti” le chiamate. All’inizio delle chiamate gli operatori devono comunicare per quale società chiamano (dato che già oggi devono rivelare, ndr) e «indicare lo scopo commerciale e promozionale del prodotto. Il contatto è consentito solo se l’abbonato presta un esplicito consenso al proseguimento della conversazione». Altrimenti tutto finisce. Come ora, con un clic.
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