Gioco
«Fumi delle navi, intervenga l’Arpat»
Raspanti e Cepparello incalzano il sindaco: centraline da spostare «Accordi per spingere gli armatori a ridurre le emissioni»
LIVORNO. «Il sindaco è il responsabile della salute pubblica. Si attivi immediatamente per chiedere ad Arpat di spostare le centraline mobili nelle zone del centro al confine col porto e per portare all’attenzione del comitato portuale la questione inquinamento». Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello, consiglieri di Futuro, toccano uno dei temi più sentiti in città negli ultimi tre, quattro anni, al di là delle bandiere politiche: l’invasione di fumi provenienti dal porto, in particolare dai traghetti in arrivo e in partenza a tutte le ore del giorno per Sardegna e Corsica, e dalle love boat che stazionano tutto il giorno nelle banchine proprio davanti alla Venezia, a via Grande, a Borgo Cappuccini.
«Il problema ormai è esteso a tutto il centro - sottolinea Raspanti - abbiamo segnalazioni dal Pontino, da Fabbricotti, da San Jacopo, da viale Italia. Si è perso fin troppo tempo».
Raspanti e Cepparello hanno chiesto l’urgente convocazione della sesta commissione con l’audizione dei vertici di Porto 2000 - la società che gestisce il traffico passeggeri - e Autorità Portuale: «Vogliamo capire perché non è stata mai usata la banchina elettrificata - dicono -. L’Authority tra l’altro ha in progetto altre 4 elettrificazioni e la letteratura in materia dice chiaramente che Gnl e banchine elettrificate sono complementari. Si ha intenzione di andare avanti nel progetto e di utilizzarle?».
Il concetto è chiaro. E condivisibile: «Non vorremmo che dal traffico crocieristico, Livorno prendesse solo i malefici - dice Giovanna Cepparello -. Rischiamo di fare come con l’inceneritore: finirà per bruciare i rifiuti altrui e la nostra aria non beneficerà della miglioramento della differenziata fatta dai livornesi grazie al porta a porta».
Raspanti e Cepparello vogliono evitare che il solo fatto di affrontare questo tema si traduca in un conflitto tra porto e città. «La conciliazione tra lo sviluppo del porto e dei traffici e la salute dei cittadini è possibile. Noi abbiamo votato il piano regolatore portuale - rivendicano - ma è folle creare un conflitto sul tema della salute. Dunque nel progetto di sviluppo del porto si mettano in conto anche le garanzie per la salute. E’ impensabile che i livornesi debbano scegliere tra lavoro e salute».
I consiglieri di Futuro guardano all’Europa ma anche ai principali porti italiani: «In Olanda c’è un accordo grazie al quale le compagnie che garantiscono un basso impatto ambientale hanno sconti sugli attracchi - ricorda la Cepparello -, a Venezia dal 2007 capitaneria, Authority, Comune e compagnie hanno sottoscritto un’intesa per cui possono entrare in porto solo navi con meno dello 0.1% di zolfo nei carburanti, dunque ben sotto al limite di legge, il che riduce del 50% l’impatto ambientale».
L’idea è quella di costruire una rete di cittadini, sulla stregua dei comitati nati a Genova e Venezia. «I traffici aumenteranno e le crociere saranno attraccate sempre più vicine alla città - dicono Raspanti e Cepparello -. Abbiamo misurato distanze di 300, 270 dal molo alle case. Serve una svolta, a partire dal riconoscimento istituzionale del problema». (giulio corsi)
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