Gioco
Telefonate moleste: raggiunte le 100.000 firme. Adesso cambiate la legge
La nostra petizione sulla piattaforma Change.org vola verso le 150.000 adesioni. Ma è essenziale che il legislatore decida di cambiare la normativa sul telemarketing selvaggio.
Siamo tanti. Centomila. Vogliamo essere molti di più la settimana prossima con la petizione de Il Tirreno contro le telefonate moleste. La voce deve arrivare a Roma forte e chiara. Quando in Senato inizierà la discussione sul ddl Concorrenza non ci devono più essere scuse, né ritardi: si deve mettere mani alla legge sul telemarketing. Si deve cambiare registro. E il Registro delle Opposizioni.
FIRMA - LA NOSTRA PETIZIONE CONTRO IL TELEMARKETING SELVAGGIO
Basta con le telefonate indesiderate: entrano nelle case e nella vita della gente senza chiedere permesso. E senza tenere conto della volontà delle persone di non ricevere più offerte commerciali. Lo chiede da mesi il Garante della Privacy. Lo sollecitano da anni, inutilmente, milioni di abbonati. Ora c’è la possibilità di cambiare davvero. Magari non tutto. Ma una prima riforma può essere adottata: come abbiamo illustrato nelle ultime due settimane (le immagini delle pagine che abbiamo pubblicato lo testimoniano), oggi in Italia la tutela dal telemarketing selvaggio è minima. Esiste il Registro delle Opposizioni, ma fa da scudo solo ai numeri fissi pubblicati negli elenchi telefonici. E li difende esclusivamente da chi pesca i numeri per le campagne di marketing dagli elenchi.
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Non esiste tutela né per i numeri riservati né per i cellulari. Per questo Il Tirreno sollecita nuove norme. Semplici, basate sulle indicazioni di minima del Garante: 1) avere il Registro delle Opposizioni aperto a tutte le numerazioni; 2) annullare i consensi pregressi (per il telemarketing) con l’iscrizione al Registro delle Opposizioni; 3) responsabilità solidale fra call center e committenti delle campagne promozionali.
Gli emendamenti per modificare il Registro delle Opposizioni sono stati presentati al Senato dove inizierà la discussione del ddl Concorrenza. Il ministero dello Sviluppo Economico al Tirreno annuncia che non esiste obiezione politica a questa riforma. Il governo, dunque, non si opporrà alla revisione del Registro. I relatori della legge confermano. Area Popolare, Pd, M5s con gli emendamenti propongono l’iscrizione d’ufficio al Registro delle Opposizioni di tutte le utenze attive in Italia, anche se c’è da valutare l’effetto che un tale provvedimento avrebbe sull’attività dei call center; i Conservatori e riformisti, invece, propongono la libera iscrizione al Registro «per salvaguardare anche il lavoro dei call center». Gli elementi per decidere, dunque, ci sono. Quello che manca è il pretesto per tirarsi indietro. Gli impegni presi sulle nostre pagine sono un pro memoria. Ma le firme vanno oltre: inchiodano.
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