Il Tirreno

Livorno

Traghetto travolge una barca, un ferito

di Lara Loreti
Traghetto travolge una barca, un ferito

La collisione davanti ai Piloti: il peschereccio stava rientrando mentre il Liburna usciva. In ospedale un marinaio di 64 anni

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LIVORNO. «Avevo il sole negli occhi, non mi sono accorto di nulla. Quel traghetto non mi ha dato la precedenza...». Ha ancora la paura nella voce Vito Martino, 61 anni, comandante del peschereccio “Annarosa”, la barca di circa 9 metri su cui ieri all’alba è uscito per una battuta di pesca e al rientro è finita contro un traghetto. Erano le 8.30 quando l’imbarcazione si è scontrata con il Liburna della Toremar che stava uscendo per andare in Capraia. Una collisione violenta che distrutto la prua della barca e in cui è rimasto ferito Maurizio Freschi, 64 anni, il marinaio che era bordo con Martino. A causa dello scontro, il 64enne è caduto procurandosi una brutta ferita al braccio (con sospetta frattura) e varie contusioni sul corpo. Solo tanta paura per il comandante. Illesi i passeggeri del traghetto. L’impatto per il Liburna è avvenuto sulla fiancata sinistra, che comunque non ha riportato i danni significativi. Sul caso stanno indagando la Capitaneria di porto e la polmare, al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica e per individuare le eventuali responsabilità.

L’antefatto. La lunga domenica dei due pescatori comincia alle 5, quando escono dal porto per andare a pescare, al levante della Meloria. La giornata tuttavia è ventosa, quindi tre ore e mezzo dopo i due amici decidono di rientrare. Al timone c’è Martino mentre l’amico è seduto dietro. Proprio in quel momento, sta uscendo il traghetto Liburna, che è diretto all’isola di Capraia. A un tratto, superata la Torre e arrivato dentro il braccio del porto, davanti ai Piloti, il peschereccio realizza di trovarsi davanti alla grossa nave. Ma ormai è troppo tardi. Come riferito da testimoni, il traghetto suona più volte la sirena per segnalare la sua presenza, ma il motopesca non si accorge di nulla.

La collisione. L’impatto è violento: il lato sinistro della prua del gozzo è finito contro la fiancata del traghetto e ne è uscito distrutto. Lo scafo viene fortemente danneggiato e il peschereccio inizia a imbarcare acqua. Il marinaio viene sballottato e cade, facendosi male, mentre il comandante, in qualche modo, riesce a tenersi saldo. Lo spavento è enorme. Il traghetto dà l’allarme alla Capitaneria e poi riparte. L’sos arriva anche da alcune imbarcazioni di passaggio. Intanto il 118 invia sul posto due ambulanze della Misericordia di via Verdi: una si dedica al ferito mentre l’altra resta in banchina a disposizione.

I soccorsi. I primi ad accorrere sono proprio i piloti, che intervengono a tempo record con un mezzo, scortando “Annarosa” fino alla banchina. Poi giungono la guardia costiera e i vigili del fuoco via mare e via terra. I mezzi dei pompieri si danno subito da fare per aspirare l’acqua dallo scafo e tirare su la barca, che poi sarà portata in un cantiere per tentare l’impresa disperata di una eventuale riparazione.

Le indagini. Intanto i militari della Capitaneria e gli agenti della polmare avviano le indagini. Tante le domande: di chi era la precedenza? A che velocità andava il traghetto? Un aiuto potrà arrivare dalle immagini della telecamera posta sopra i piloti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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