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Livorno

L’ospedale perde 60 tra infermieri e operatori sanitari

L’ospedale perde 60 tra infermieri e operatori sanitari

Livorno, il Fials attacca: a settembre una maxi uscita non sostituita serve un piano assunzioni straordinario per evitare il caos

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LIVORNO. «La situazione dell’ospedale è al collasso. E viene messa a rischio l'erogazione dei livelli assistenziali richiesti dalla legge per il rispetto dei diritti dei cittadini e dei lavoratori. Con settembre verranno infatti a mancare complessivamente circa 60 unità lavorative tra infermieri, operatori socio sanitari e ostetriche. Si tratta di posti lavoro indispensabili per fare funzionare i servizi che l'azienda ha coperto utilizzando contratti di lavoro interinali adesso a scadenza». L’allarme lo lanciano Massimo Ferrucci e Daniela Boem, segretari del Fials, il sindacato più rappresentativo in viale Alfieri.

«Il Fials - continuano Ferrucci e Boem - ha contestato l'uso di tale strumento per coprire i posti in organico, sia perché il lavoro interinale ha comportato un aumento del costo di oltre il 21% , sia perché non garantisce stabilità ai servizi ed incentiva il precariato. E' difficile capire perché la direzione dell’Asl abbia preferito il lavoro interinale invece di attingere, pur in assenza di graduatorie di concorso, alle mobilità o al tempo determinato».

19 INFERMIERI A MEDICINA, MA NE SERVONO 24. Le criticità sono particolarmente evidenti nelle medicine, nei pronti soccorso, negli ospedali di comunità dove rimangono turni scoperti con un inevitabile ulteriore abbassamento dei livelli assistenziali. «Chiediamo almeno l'adeguamento a situazioni lavorative ed assistenziali migliori - dice Ferrucci -. Ad esempio: per garantire parametri di assistenza analoghi a quelli forniti nel reparto di medicina dell'ospedale di Viareggio servono almeno 24 infermieri mentre nelle medicine dell'ospedale di Livorno attualmente gli infermieri sono 19/20 e il loro numero a fine mese, senza il reintegro dei cessati, sarà ulteriormente ridotto».

Ciò vale anche per gli operatori socio sanitari che dovrebbero essere 17 e attualmente, salvo ulteriori riduzioni, sono solo 11. «Inoltre il tasso di occupazione dei posti letto in medicina è oltre il 90% con una utenza in prevalenza non autosufficiente. Se poi ci confrontiamo con la ex Asl 1 di Massa Carrara riscontriamo, ad esempio, che il servizio di distribuzione del vitto al letto del paziente è garantito dalla ditta che fornisce i pasti per cui l'operatore socio sanitario ha il tempo per aiutare il paziente ad alimentarsi ed occuparsi del suo confort».

MENO STRAORDINARIO, MA UN PIANO STRAORDINARIO DI ASSUNZIONI. «L'azienda - attacca Boem - sopperisce in parte alle carenze di organico utilizzando oltre limite lo straordinario, variando continuamente il turno di lavoro con il salto del riposo. Per noi invece occorre un piano assunzioni straordinario e per questo abbiamo deciso azioni di protesta verso tutti i soggetti istituzionali che hanno assunto posizioni di sostegno alla vertenza d sindacale ma che poi sembrano voler evitare situazioni di conflitto con l'Asl: se vi è condivisioni non si capisce perché si mantengono gli impegni assunti con i lavoratori. In questi giorni attiveremo iniziative di protesta e di lotta contro la Direzione della Asl Toscana Nord Ovest».

20 ASSUNZIONI IN UN ANNO. «Da anni - sottolinea Ferrucci - rappresentiamo la necessità di adeguare il piano assunzioni nella ex Asl 6 per fare fronte ai bisogni sanitari di un bacino di utenza di oltre 350mila abitanti, di 4 ospedali e un territorio insulare. Nonostante le azioni di lotta, alle quali hanno aderito in massa i lavoratori e culminate in due scioperi, la direzione aziendale continua a limitare il potenziamento del personale per il 2016 a soli 12 infermieri ed 8 operatori socio sanitari».

«La gravità di questa situazione è stata rappresentata ai componenti della 3° commissione regionale, al presidente della conferenza dei sindaci Lippi, al sindaco di Livorno Nogarin - aggiunge Boem -. Alla loro attenzione abbiamo portato temi concreti che stanno fortemente penalizzando in termini sanitari la provincia livornese tra cui il rapporto più basso tra numero di operatori sanitari e popolazione rispetto alle altre aziende confluite nella Asl Toscana Nord Ovest, l'insufficienza di posti letto con un parametro del 2,19 per 1000 abitanti mentre la regione prevede il 3,15 per 1000 abitanti, l'assenza di investimenti per la attuazione delle Case della Salute. Purtroppo finora nessuno dei soggetti istituzionali informati della situazione ha compiuto atti in difesa dei diritti dei cittadini e dei lavoratori».

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