Gioco
Viali sconnessi, impianti sportivi esterni ko, carenza di aule: ecco l'Iti oggi
Livorno, viaggio tra disagi e paradossi alla maxi scuola di via Galilei: con 1728 studenti è uno degli istituti più frequentati eppure nessuno interviene sui problemi della struttura
LIVORNO. E’ una battaglia quotidiana ormai. Quei pini, con le radici, hanno reso inagibili gli impianti sportivi esterni e i vialetti, addirittura transennati per ragioni di sicurezza, con tanto di cartello “pavimentazione sconnessa”. E’ un viaggio ad ostacoli quello all’interno dell’Iti, che con 2 ettari di terreno, 1728 studenti e 71 classi è uno degli istituti più gettonati in città (secondo solo al vicino liceo Cecioni).
Guerra contro le radici di pino. E’ una guerra combattuta non solo contro i disagi causati dagli alberi, ma anche contro una cronica - e mai risolta - mancanza di spazi che quest’anno ha costretto la dirigente scolastica a “fare a fette” il laboratorio di tecnologia meccanica per ricavarci 2 aule in più. L’invenzione degli spazi è una costante.
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Tra fabbricati prestiti, fuori uso e laboratori frazionati. Si riducono i magazzini (o addirittura spariscono), si reinventa la stanza del medico, tutto per creare aule dove poter far lezione. «Anche quest’anno abbiamo tirato su diverse pareti in cartongesso a nostre spese, per esempio per ricavare 2 aule al fabbricato 6, nel laboratorio di tecnologia meccanica che è stato compresso», raccontano dalla scuola. Di fabbricato in fabbricato, procedendo su viali sconnessi e sommersi dagli aghi di pino, ecco che spunta l’edificio 1.
Si tratta di piano terra e primo piano: all’interno gli ambienti sono “presi in prestito” da tempo dal vicino liceo Cecioni che conta nientemeno che 1831 ragazzi. «Teniamo conto che dobbiamo fare a meno di questo fabbricato da 8 o 9 aule e che all’interno dell’istituto, a complicare la situazione, abbiamo anche un intero edificio inagibile da anni», vanno nei dettagli da via Galilei.
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Quell’enorme edificio dagli infissi blu è rimasto chiuso dopo l’incendio che nel 2012 distrusse l’allora magazzino confinante Desio & Robé. «Va rifatto il tetto, la parte dietro è completamente inagibile: da tempo chiediamo alla Provincia di poter accedere a fondi speciali per ristrutturarlo, ma niente, i soldi non sono disponibili - puntualizza la dirigente scolastica Giuliana Ficini - Recuperando questo fabbricato avremo risolto i nostri problemi».
Scuola dei record, eppure nessun intervento. E invece, ad oggi, la scuola si ritrova ad aver anche organizzato studenti e aule in quel fabbricato 9, dove non esiste neppure un ascensore o un montacarichi nel caso che qualche ragazzo sia impossibilitato a salire le scale. «Fino allo scorso anno era un edificio di appoggio, oggi è pieno», continuano dall’Iti. I disagi sono tanti per quel villaggio scolastico gettonatissimo e dal passato illustre, forte dei 129 anni: fu inaugurato nel 1887 come Scuola di Arti e Mestieri con l’intenzione era di preparare i giovani livornesi che l’avrebbero frequentata ad un lavoro specialistico nel settore delle industrie meccaniche e metallurgiche ma anche in quello delle Arti decorative. Il viaggio continua.
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Vicino ad una delle tre palestre (la più recente) fascette bianche e rosse e transenne impediscono il passaggio: il vialetto è troppo sconnesso. E sempre le radici dei pini hanno messo ko anche il campo da volley e l’altro spazio sportivo esterno, la pista da corsa, entrambi inutilizzabili per ragioni di sicurezza. «Questa palestra - indica l’addetto - quando piove solitamente si allaga, perchè gli aghi di pino ostruiscono i pluviali». Prima di tornare a varcare il cancello per uscire, spunta un’altra criticità: lo stato del seminterrato. Lo spazio principale, occupato dall’archivio è inagibile: troppe infiltrazioni e muffa. L’ambiente andrebbe risanato. Da almeno tre anni è in quella situazione.
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