Gioco
Il Senso del ridicolo, il programma dell'ultima giornata del festival. Presente anche Il Tirreno con un video-box
LIvorno, tra i protagonisti Ottavia Piccolo, Matteo Caccia, Mario Cardinali, Paolo Nori
LIVORNO. Domenica 25 settembre, a Livorno ultima giornata del festival IL SENSO DEL RIDICOLO sull'umorismo, sulla comicità e sulla satira diretto da Stefano Bartezzaghi, promosso da Fondazione Livorno, gestito e organizzato da Fondazione Livorno - Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana.
IL PROGRAMMA
In piazza dei Domenicani alle 10,30, Claudia de Lillo (Elasti), che conduce Caterpillar AM su Radio2 all'alba e tiene una rubrica su D di Repubblica, si racconterà in “Salvarsi la vita scrivendo (e ridendo) di sé’”. Alle 11,30, in piazza del Luogo Pio, con “I repertori dei matti delle città di Bologna, Milano, Torino, Roma, Parma, Cagliari, Andria e Livorno”, Paolo Nori farà una lettura comparata (se così si può dire) dei primi otto repertori usciti de Il repertorio dei pazzi.
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In piazza dei Domenicani, alle 12,30, Matteo Caccia, autore di Voi siete qui a Radio24 poi di Pascal a Radio2, con “Il senso della vita – come le storie degli altri ci aiutano a ridere della nostra” racconterà in un misto di lezione e spettacolo come lavora con le storie di vita e come le storie di vita degli altri abbiano lavorato la sua.
Nel pomeriggio, sempre in Piazza dei Domenicani alle 15.30, Andrea Cane proporrà “English humour for beginners”. Tra crudeltà e definizioni intraducibili come understatement e self-deprecating joke si cercherà di fornire qualche orientamento essenziale per chi voglia dedicarsi a questo elusivo quanto affascinante campo di studi. In piazza del Luogo Pio, alle 16.45, ci sarà il reading “Ottavia Piccolo legge Alan Bennett”.
In piazza dei Domenicani alle 18 i giornalisti Marianna Aprile e Alessio Viola proporranno “L'edicola del ridicolo”: quanto c'è di ridicolo nel modo in cui si confezionano giornali e telegiornali? Viaggio semi-serio tra i tic e le scorciatoie del secondo mestiere più antico del mondo.
In piazza del Luogo Pio, alle 19.30, Mario Cardinali e Bruno Gambarotta duetteranno in “Senza asti né livor”. Astigiano l'uno, livornese l'altro. Da una parte una carriera non allineata tra televisione, radio, giornali e libri, dall'altra la scrivania da direttore del Vernacoliere, che ha fondato nel 1961 e che non potremmo immaginare senza di lui sulla plancia di comando. Per entrambi l'umorismo è una filosofia di vita. Bruno Gambartotta e Mario Cardinali si affrontano in singolar tenzone partendo da uno spunto anomalo: la censura può essere un'ottima alleata della comicità. Modera Sara Chiappori.
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In piazza dei Domenicani, alle 19,30, “Comici, Commedianti & Cozzaloni. Italia da ridere per il grande scherNo”: Gianni Canova e Davide Ferrario, un regista, un critico, uno storico e due grandi appassionati di cinema (in tutto, due persone) parlano fra di loro di come l'Italia al cinema ha riso di sè stessa e di come è cambiata la nostra tradizione comica. A conclusione del Festival, al Teatro Vertigo, alle 21, verrà proiettato il film del 1976 “Signore e signori, buonanotte”, un film collettivo satirico italiano del 1976, scritto e diretto da Age, Benvenuti, Comencini, De Bernardi, Loy, Maccari, Magni, Monicelli, Pirro, Scarpelli e Scola, riuniti nella Cooperativa 15 maggio. Si tratta della parodia, talvolta greve, di un'immaginaria giornata televisiva, con spot, inchieste giornalistiche, sceneggiati, TV dei ragazzi e un telegiornale, il TG3 (che all'epoca ancora non esisteva), a fare da filo conduttore.
INIZIATIVE BABY
Prosegue anche programma di laboratori rivolto a bambini e ragazzi curati da Giulia Addazi con “Il labirinto delle storie” (alle 10 laboratorio per bambini dai 6 ai 10 anni e ore 11.30 laboratorio per ragazzi dagli 11 ai 13 anni).
LE MOSTRE
SE I QUADRI POTESSERO PARLARE (la Bottega del Caffè, dalle 10 alle 20, ingresso gratuito). La spassosa pagina Facebook in cui Stefano Guerrera ha corredato capolavori della storia dell’arte di battute esattissime e spiazzanti (come «Mai ‘na gioia» e «Ciaone») ha già prodotto due libri editi da BUR Rizzoli. Ora ne deriva questa mostra, che tradisce l’amorevole confidenza con cui è lecito e consigliabile sdrammatizzare la sacralità dell’arte e portarcela, così, più vicina. Riderne è un altro modo di misurare la sproporzione fra il suo linguaggio universale e i nostri gerghi e dialetti quotidiani. A presidiare silenziosamente la mostra, la Testa n. 2 della famosa beffa su Modigliani del 1984: l’unica che fu prodotta davvero e soltanto per uno scherzo giovanile e scanzonato, scherzo che però ha poi preso una dimensione impensabile, enorme e persino drammatica.
BRUNO MUNARI: UN PERSONAGGIO IN CERCA D'AURORE (sala degli Archi, Fortezza Nuova dalle 9 alle 20, ingresso gratuito). Macchine, poltrone, forchette, animali, paradossi: nel lavoro di Bruno Munari, che lui stesso ripercorreva in una mostra autobiografica, persino le macchine per le fotocopie non riescono a fare banalmente il loro mestiere giacché sono costrette all'originalità. Se l'umorismo è cercare le pieghe inedite del mondo, Munari è stato non solo un grande artista e un maestro di design, ma anche, incidentalmente, un umorista impareggiabile, per il quale l'ovvio è l'oppio dei popoli e l'occhio, invece, ne costituisce l'unico possibile riscatto.
INFORMAZIONI
L’ingresso agli eventi è di 3 euro. Biglietteria durante il festival: dalle 9 alle 22, sala Simonini, Scali Finocchietti 4
Biglietteria last-minute: i biglietti ancora disponibili saranno venduti sul luogo 30 minuti prima dell’inizio.
Prevendita online: sul sito www.ilsensodelridicolo.it Il diritto di prevendita è pari al 10% del biglietto.
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