Attenzione
“Conciati per le teste” e la beffa di Modì
Gianni Farneti e Bartezzaghi ripercorrono la vicenda delle false teste. Anche oggi un’intera giornata di eventi: ecco il programma
LIVORNO. Ironia al potere, capitolo secondo. Anche oggi la città di Livorno si accende a colpi di Senso del ridicolo, il festival italiano, alla sua seconda edizione, sull'umorismo, sulla comicità e sulla satira diretto da Stefano Bartezzaghi, promosso da Fondazione Livorno, gestito e organizzato da Fondazione Livorno - Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana.
COMICITÀ, SPETTACOLI E SCHERZI D’ARTISTA. Le opere di Francesco Domenico Guerrazzi, i versi di Giorgio Caproni: Livorno è innegabilmente una città di artisti. Ma non solo. Possiede anche il fascino unico di una terra toscana affacciata sul Mediterraneo che, attraverso i canali, riesce a penetrare fino dentro i quartieri storici dove tutto ci parla di questo rapporto unico col mare; dalle tradizioni alla cultura, dalle gare remiere ai prelibati piatti gastronomici, dalla presenza dell'Accademia Navale che da oltre un secolo forma gli ufficiali della Marina Militare, alle prestigiose gare veliche a cui partecipano equipaggi da tutto il mondo.
Livorno è insomma una città dai tanti volti e dalle molte sorprese, che trovano nello storico quartiere della Venezia un naturale punto di incontro. E in questo il festival dell'umorismo non poteva che trovare in Livorno, la città del Vernacoliere e della burla per eccellenza, un terreno più fertile per fissare le proprie radici.
I livornesi hanno infatti scolpita nel Dna l'arte di sdrammatizzare con un sorriso aspetti anche tragici della realtà, e sanno bene che la risata è una risorsa straordinaria in ogni momento della vita: in famiglia, all'interno della quale nascono spesso i motti più divertenti, sul lavoro (per capirlo basta farsi un giro allo splendido Mercato delle Vettovaglie, lungo i Fossi Medicei, uno dei più grandi mercati coperti d'Europa), in politica (in questo il giornale fondato da Mario Cardinali, l'irriverente Vernacoliere, fa scuola a tanta stampa satirica).
IL PROGRAMMA DELLA MATTINA. La giornata di oggi si aprirà alle 10,30 in piazza del Luogo Pio con Aldo Grasso, professore, critico televisivo ed editorialista per Il Corriere della Sera. Il suo intervento "Le situazioni della comicità" verterà sul rapporto tra l'attore e il suo pubblico, e il ruolo svolto dall'elemento comico.
Alle 10,45, in piazza dei Domenicani, Gabriele Gimmelli in "Laurel & Hardy: fenomenologia di una coppia comica" racconterà di come funziona un duo comico come quello famosissimo di Stan Laurel e Oliver Hardy, i nostri Stanlio e Ollio; alle 12,30 in piazza del Luogo Pio LaLaura e Fabio Canino, che ogni fine settimana su Radio2 conducono Miracolo Italiano, ci intratterranno con "Ridicolo italiano": imparare ridendo è la legge dei due miracolati dell'etere, ascoltare per credere.
Alle 12,45, in piazza dei Domenicani, Andrea Daninos disserterà di "Scherzi d'artista: da Giotto a Duchamp": cosa unisce artisti come Giotto e Botticelli o Salvator Rosa e Duchamp? L'essere pronti al motto di spirito e allo scherzo.
COSA SUCCEDE NEL POMERIGGIO. Si riprende poi nel pomeriggio, alle 15.30, in piazza del Luogo Pio, con "Conciati per le teste": Gianni Farneti, giornalista e scrittore, in una conversazione con Stefano Bartezzaghi, seguirà il tracciato dei diversi colpi di scena che hanno punteggiato una vicenda divertente, crudele, rivelatoria: la fantastica storia delle teste di Modigliani.
In piazza dei Domenicani, alle 15.45, Fabrizio Bondi proporrà "Come rideva l'Ariosto (e perché dovrebbe far ridere noi)". Il capolavoro di Ariosto, in realtà, è un repertorio completo delle situazioni narrabili, e dunque vi troviamo anche la comicità basica, corporea, quella che suscita le risate più ingenue e sfacciate.
Alle 17.45, sempre in piazza dei Domenicani, il giornalista e scrittore Aldo Vitali, con "Alcune delle cose che mi hanno fatto più ridere in vita mia" promette di svariare in tutti i campi dell'umorismo: volontario e involontario. A seguire alle 19 ci sarà il reading "Marco Ardemagni legge Ludovico Ariosto".
Al Teatro delle Commedie, alle 19,15, verrà messo in scena "Amleto" del CollettivO CineticO: la scena é uno spazio preparato ad ospitare aleatorietà e inevitabilità in un limbo costante tra ironia e tragedia.
GLI SPETTACOLI DELLA SERA. In piazza del Luogo Pio, alle 21, la grande attrice italiana Ottavia Piccolo in "Ariosto in Piccolo" si racconta tra aneddoti e molta ironia in una conversazione con Sara Chiappori punteggiata da incursioni "furiose" tra le pagine più divertenti di Ariosto, che lei, indimenticabile Angelica nel capolavoro diretto da Ronconi, conosce molto bene.
Al Teatro Vertigo, alle 21, verrà proiettato il film del 1972 di Luigi Comencini "Lo scopone scientifico", originale e avvincente commedia, con Alberto Sordi, Silvana Mangano, Bette Davis e Joseph Cotten, in cui il gioco di carte viene usato come metafora della lotta di classe (l'ingresso agli eventi è di 3 euro).
SPAZIO BABY. Oggi e domani in programma "Il labirinto delle storie" (alle 10 laboratorio per bambini dai 6 ai 10 anni e alle 11.30 laboratorio per ragazzi dagli 11 ai 13 anni).
COMICITA’ IN MOSTRA. Si intitola “Se i quadri potessero parlare” è la mostra-show di Stefano Guerrera, alla Bottega del Caffè, che andrà avanti fino a domani (dalle 10 alle 20, ingresso gratuito). La spassosa pagina Facebook in cui Guerrera ha corredato capolavori della storia dell'arte di battute esattissime e spiazzanti (come "Mai 'na gioia" e "Ciaone") ha già prodotto due libri editi da Bur Rizzoli. Ora ne deriva questa mostra, che tradisce l'amorevole confidenza con cui è lecito e consigliabile sdrammatizzare la sacralità dell'arte e portarcela, così, più vicina. Riderne è un altro modo di misurare la sproporzione fra il suo linguaggio universale e i nostri gerghi e dialetti quotidiani.
A presidiare silenziosamente la mostra, la Testa n. 2 della famosa beffa su Modigliani del 1984: l'unica che fu prodotta davvero e soltanto per uno scherzo giovanile e scanzonato, scherzo che però ha poi preso una dimensione impensabile, enorme e persino drammatica. Tra i capolavori “rivisitati” in chiave umoristica c’è anche il “Ciaone” che rielabora La morte sposa di Cooper Gotch.
Nella cornice della sala degli Archi, della Fortezza Vecchia, protagonista l’artista Bruno Munari: nella mostra Un personaggio in cerca d'aurore, visitabile oggi e domani, dalle 10 alle 20, iIngresso gratuito).
Macchine, poltrone, forchette, animali, paradossi: nel lavoro del creativo Bruno Munari, che lui stesso ripercorreva in una mostra autobiografica, persino le macchine per le fotocopie non riescono a fare banalmente il loro mestiere giacché sono costrette all'originalità.
Se l'umorismo è cercare le pieghe inedite del mondo, Munari è stato non solo un grande artista e un maestro di design, ma anche, incidentalmente, un umorista impareggiabile, per il quale l'ovvio è l'oppio dei popoli e l'occhio, invece, ne costituisce l'unico possibile riscatto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
