Il Tirreno

Livorno

raspanti e cepparello

«Rompiamo il tabù del porto intoccabile C’è anche la salute»

LIVORNO. «L'assessore all’ambiente Vece ha di recente sostenuto che la qualità dell'aria a Livorno è migliorata. Abbiamo presentato un'interpellanza per capire sulla base di quali dati sia stato...

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LIVORNO. «L'assessore all’ambiente Vece ha di recente sostenuto che la qualità dell'aria a Livorno è migliorata. Abbiamo presentato un'interpellanza per capire sulla base di quali dati sia stato diffuso un messaggio così ottimistico, attraverso quali strumenti tali dati siano stati raccolti e con quali metodi di indagine. Ci sembra infatti che la dichiarazione si scontri con la percezione di tantissimi cittadini, che anzi hanno denunciato un'impressione nettamente contraria». Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello, consiglieri di Futuro!, chiedono in sostanza al Comune di andare oltre ai risultati delle centraline fisse dell’Arpat secondo cui la qualità dell’aria in città sarebbe migliorata. «L'aria a Livorno ha spesso un forte odore di smog, in alcune ore della giornata in alcune zone non si può respirare. Situazione che si è aggravata d'estate e in molti l'hanno ricondotta a un'intensificazione del traffico nell'area del porto passeggeri. L’ipotesi ci pare tutt'altro che campata in aria e merita di essere verificata con rigorose procedure scientifiche - dicono i due consiglieri -. Molte famiglie ci hanno detto di essere costrette per ore a tenere chiuse le finestre, altre si sono messe in cerca di una casa lontana dal porto, altre vorrebbero cambiare zona ma non possono permetterselo e sono preoccupate per la loro salute. Se si pensa, com'è sacrosanto, allo sviluppo dello scalo per restituire ai tanti disoccupati livornesi la loro dignità, è necessario però porsi anche il problema, finora ignorato, nell'impatto delle sue attività sulla città e sulla salute dei cittadini, specie su quella delle categorie più vulnerabili, primi fra tutti i bambini». «Se vogliamo davvero garantire un futuro al nostro territorio - continuano Raspanti e Cepparello -, dobbiamo rompere questo tabù e avere il coraggio di mettere nel conto progetti di sviluppo futuri del nostro prezioso porto anche i costi sociali, sanitari e ambientali che lo sviluppo comporterà. Le navi producono emissioni molto nocive, frutto del ricorso a carburanti di scarsissima qualità, diffuse nell'aria anche durante la sosta e le spesso lunghissime procedure d’arrivo e partenza. Livorno deve prendere i provvedimenti migliori per rimediarvi, come i porti del nord Europa».

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