Gioco
«Costretti a tenerci i rifiuti in casa»
Caruso (Pd) contro il taglio dei passaggi del porta a porta: un danno ai livornesi
LIVORNO. «Non è accettabile che migliaia di famiglie di Salviano e Coteto siano costrette a tenersi la spazzatura in casa per giorni per tamponare le falle finanziarie di una scelta come il concordato di Aamps, voluta ostinatamente dall’amministrazione e da noi osteggiata per mesi». Pietro Caruso, capogruppo del Pd, va all’attacco della decisione della giunta Nogarin di dare il via libera al piano di riduzione della frequenze di raccolta del porta a porta in una serie di zone popolari della città: Salviano, via Cimarosa, Coteto, Porta a Terra, via Firenze.
«Fa riflettere la notizia che apprendiamo dal Tirreno che dal primo ottobre la raccolta rifiuti organici avrà una cadenza bisettimanale: significa che se una famiglia mangia il pesce il sabato a pranzo dovrà tenerselo in cucina fino al mercoledì. Oltre che irrispettoso nei confronti dei cittadini, è un invito a portare i rifiuti altrove e dunque la strada migliore per boicottare la differenziazione dei rifiuti», attacca Caruso. «Stessa cosa per la plastica, dove i passaggi si riducono ad uno a settimana: quante bottiglie consuma una famiglia in una settimana? Dove si mettono? E poi il polistirolo della carne che emana cattivo odore deve restare per sette giorni in ripostiglio? Questa amministrazione è lontana dalla gente».
«Quando nei mesi passati avevamo espresso dubbi sulla possibilità, nelle condizioni attuali di Aamps, di poter svolgere questo servizio senza far incorrere in disagi, soprattutto i cittadini, fummo accusati di non conoscere la situazione e fu prospettato che il servizio si sarebbe espanso, a breve, in tutta la città, con la previsione di ulteriori assunzioni di personale - continua il capogruppo Pd -. Ma la realtà, come era immaginabile, si sta rivelando diversa. I cittadini sulla loro pelle, o meglio nelle loro case, subiranno per primi gli effetti di una scelta che, con il concordato in corso, ci era sembrata, da subito, folle. Folle anche per i costi del servizio che rischiano, anche questi, di ricadere sui livornesi».
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