Il Tirreno

Livorno

Chayes ed ex Atl verso lo sgombero Ottanta alloggi alla torre della Cigna

di Enrico Paradisi
Chayes ed ex Atl verso lo sgombero Ottanta alloggi alla torre della Cigna

Giornata di fuoco, due proteste sotto al Comune. Il sindaco incontra il prefetto e garantisce soluzioni Chiccaia: salta il progetto per l’emergenza abitativa. Nogarin: «Agli assegnatari una casa entro 2 mesi»

4 MINUTI DI LETTURA





di Enrico Paradisi

LIVORNO

Si sono ritrovati un'ora prima dell'incontro previsto tra il sindaco Nogarin e la prefetta Manzone. Oltre un centinaio di sfrattati, un po' di tutte le etnie, con molti bambini al seguito che si sono subito messi a giocare rincorrendosi tra le aiuole, dalla piazza del Municipio si sono poi spostati lentamente davanti alla prefettura marciando dietro a uno striscione con su scritto: "Blocco degli sfratti subito, Ina Dhimgjini dimettiti", sotto gli sguardi incuriositi di altrettanti crocieristi in fila dalla parte opposta della piazza in attesa dei pullman.

Una protesta separata, visto che mentre il corteo si è incamminato verso la prefettura, una quarantina di appartenenti al "Comitato ex Asl diritto alla casa" hanno invece improvvisato un'altra manifestazione con un sit in sotto al Comune chiedendo al sindaco interventi sul problema casa. «Stiamo aspettando una risposta positiva perché Livorno è l'unica città in cui il prefetto non ha mai posticipato gli sfratti per morosità incolpevole - dice Marco, in attesa dell'uscita di Nogarin dalla prefettura - quando la Regione e lo Stato intervengono con contributi per chi ha perso il lavoro e non sa come fare».

In mezzo ai "senzacasa" Fabio Caso, del sindacato Asia Usb e del comitato per il diritto ad abitare, scuote la testa: «Gestiamo circa 250 famiglie - spiega - in 12 strutture occupate, oltre 500 persone e da qui a dicembre sono previsti altri 80 sfratti. In più ci sono quelli che non hanno i soldi per pagare gli affitti. Se non torna il lavoro a Livorno, il problema della casa sarà sempre più emergenziale: la gente prima di non mangiare smette di pagare l'affitto».

Alla fine, dopo quasi due ore di attesa esce il sindaco, pennarello rosso e blu e cartellina verde in mano, parlando di punto di svolta nei rapporti istituzionali con la prefettura. Insieme alla prefetta è stato deciso infatti di aprire un tavolo per ridurre il numero degli sfratti per morosità incolpevole da qui a fine anno, cercando di mediare tra i bisogni degli inquilini e quelli dei proprietari. Tutto nel rispetto della legalità ma con un obiettivo preciso: dare respiro e stemperare la tensione sociale. «Si recupera la parte delle norme sulla graduazione che in due anni ha un po' esacerbato gli animi con l'interpretazione restrittiva che era stata data», dice il sindaco, che sempre nel rispetto della legalità conferma la linea: «Nei prossimi mesi saranno sgomberati ex Chayes e ex Atl - spiega ancora il sindaco - e sarà trovata una soluzione anche per le mamme del centro Il Melo. Certo non dall'oggi al domani, ma attraverso la collaborazione e il dialogo e con l'apertura di un percorso che porterà all'assegnazione di 25-30 alloggi entro la fine dell'anno, che sono già nella disponibilità di Casalp e che devono essere messi nelle condizioni di essere assegnati, e altri 60 a partire dal prossimo anno».

Verrano subito investiti 205 mila euro per ristrutturare una serie di appartamenti di cui Casalp è rientrata in possesso tra il primo agosto e oggi: 100mila euro verranno presi dal fondo inizialmente destinato al ripristino temporaneo della Chiccaia, altri 105mila euro verranno scontati dal canone concessorio che Casalp paga ogni anno al Comune. «Grazie a queste risorse - aggiunge Nogarin - saremo in grado di trasferire entro due mesi gli assegnatari che attualmente occupano la Chiccaia in nuovi alloggi e potremo destinare gli altri appartamenti in parte allo scorrimento delle graduatorie, in parte all'emergenza abitativa».

Inoltre, insieme al lavoro di individuazione dei furbetti che beneficiano dell'alloggio popolare non pagando il canone, all'emergenza abitativa andranno temporaneamente un immobile di Casalp e uno di proprietà comunale.

Secondo Caso però se si attuano gli sgomberi c'è bisogno di trovare soluzioni alternative per gli occupanti: «Sgomberano l'ex Atl dove abbiamo 30 famiglie con 15 minori - dice il sindacalista - e entro dicembre il sindaco ci ha detto che acquisiscono il palazzo della Cigna che dovrà essere liberato dalle 50 famiglie che lo occupano, per consentire i lavori di realizzazione di 80 appartamenti, mentre le due ali inferiori saranno gestite da Caritas, Svs e Misericordia. Già dai prossimi mesi dovremo dunque gestire un'ulteriore emergenza. 80 famiglie da dover sistemare di nuovo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web