Gioco
CIAMPI CI HA FATTI GRANDI TRATTIAMOLO MEGLIO DI MODÌ
di RICCARDO PASQUINELLI Con l'addio a Carlo Azeglio Ciampi si pone il problema di come onorare la memoria di questo grande livornese protagonista di una vita eccezionale. Alcuni lettori hanno già...
di RICCARDO PASQUINELLI
Con l'addio a Carlo Azeglio Ciampi si pone il problema di come onorare la memoria di questo grande livornese protagonista di una vita eccezionale.
Alcuni lettori hanno già avanzato la proposta di intitolargli una strada, decisione che ovviamente, data la statura del personaggio, sarà indispensabile prendere in tempi rapidi.
E speriamo senza dover assistere a un'ennesima polemica suscitata da una parte dell'opinione pubblica votata al ruolo permanente di bastian contrario.
Credo che non debbano esistere dubbi sulla necessità, forse il dovere, di rendere omaggio a una figura come quella di Ciampi, che per decenni col suo lavoro, il suo comportamento, l'amore per la città di cui ha sempre parlato, ha valorizzato Livorno.
Il suo è stato un cursus honorum che non si discute e irripetibile: Governatore della Banca d'Italia, presidente del Consiglio e Capo dello Stato, incarichi assolti con impegno, passione, competenza. Non è stato un passacarte, né un burocrate, ma un uomo retto e di buon senso, doti a cui ha saputo unire una carica di simpatia e di apertura che lo hanno reso popolare e amato dagli italiani.
Sono stati più bravi a comunicare lui e Sandro Pertini, due grandi vecchi, che chissà quanti esperti di pubbliche relazioni o strateghi dell'immagine. Basta pensare ai rapporti intercorsi tra Ciampi, Fiorello e Benigni e alla lettera aperta che volle scrivere a Grillo raccontata da Aldo Santini in un ritratto riportato domenica sul Tirreno...
Ciampi è stato un esempio di livornesità e ha incarnato alcune delle migliori caratteristiche dei livornesi, facendo conoscere la sua città all'Italia intera.
Ora è il momento di esprimergli affetto e riconoscenza per questo, come hanno fatto lunedì le centinaia di livornesi che hanno voluto salutare il suo feretro.
Ci sarà da decidere quale strada battezzare col suo nome, e forse non sarà facile. A questo proposito vorrei aggiungere un motivo di riflessione: quanti livornesi sanno dove si trovano le strade intitolate ad Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori, due grandi dell'arte, livornesi doc? Molti non ne hanno idea.
Via Modigliani (da non confondere con Piazza Modigliani, davanti ai Pancaldi, dedicata al fratello di Modì) è alle Sorgenti, tra via Bastogi e via Niccodemi: una delle targhe è tra il portone e le finestre delle scale di un palazzo popolare, quasi invisibile. Via Fattori è vicino alla stazione, una strada come tante altre vicine.
Credo che invece sarebbe bene dedicare a Ciampi, Fattori e Modì strade importanti e frequentate.
Recentemente si è parlato anche di intitolare una strada a Garibaldo Benifei e il Movimento 5 stelle ha giudicato "incompatibile con Livorno" l'aver omaggiato il barone Bettino Ricasoli - che si schierò con gli austriaci durante l'assedio del 1849 - dando il suo nome alla via più viva del centro. E' una discussione difficile, ma certamente interessante: si faccia fino in fondo e poi si decida.
Resta il fatto che personaggi come Ciampi, Modigliani e Fattori dovrebbero essere ricordati nel modo migliore possibile, anche tornando su certe scelte del passato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google