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No alle unioni gay e basta coi profughi: la sindaca che ruggisce

Luca Daddi
No alle unioni gay e basta coi profughi: la sindaca che ruggisce

Cascina: Susanna Ceccardi, 29 anni, studentessa, sta facendo esattamente quello che aveva promesso in campagna elettorale. Il segreto? Tanta grinta e l’uomo “macchina” giusto

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CASCINA. Tutti a stracciarsi le vesti i benpensanti della sinistra ancora in lutto per aver perso il Comune: «Lei non vuole i profughi, lei non celebra le unioni gay, lei distrugge il teatro Politeama». Ora addirittura «con un cavillo nega agli stranieri i contributi per l’affitto». Eppure i suoi avversari dimenticano che la leghista Susanna Ceccardi, 29 anni, studentessa, sta facendo esattamente quello che aveva promesso in campagna elettorale. L'ex "mosca verde” nella Toscana rossa, a giugno eletta - contro ogni pronostico - sindaco (odia il termine "sindaca") a Cascina, secondo comune della provincia di Pisa con 45mila abitanti, va avanti come un bulldozer sui temi che le stanno più a cuore.

Profughi. Dopo aver sconfitto al ballottaggio il monopolio settantennale del centrosinistra, la "ragazzetta" - come l'aveva chiamata Alessio Antonelli, l'ex sindaco del Pd finito al tappeto per (soli) 101 voti di scarto - dice chiaro e tondo che non vuole i profughi a Cascina. «Abbiamo già dato», spiega al prefetto Attilio Visconti e ai colleghi sindaci (quasi tutti del Pd). Un gruppo di migranti è arrivato alla Tinaia prima delle elezioni, una presenza che ha scatenato mille polemiche, ma a cui la "leonessa” di Matteo Salvini dovrebbe essere in qualche modo grata, perché il suo successo nasce anche dall’aver saputo cavalcare il malcontento popolare contro l'immigrazione.

Unioni gay. «San Tommaso, ti affido Susanna Ceccardi», scrive Camillo Langone sul "Foglio". Perché, dice Langone, è «l’unica sindaca capace di mettere in pratica quanto scrivesti nella "Somma teologica": "Una legge ingiusta, contraria alla legge naturale o alla legge divina, non è una legge ma una corruzione della legge, e non obbliga in coscienza"». La dotta citazione si riferisce al fatto che Susanna “tutta panna" (così definita dagli avversari in campagna elettorale) non celebra unioni gay, nonostante la legge Cirinnà. «Il registrucolo degli amanti omosessuali - afferma Ceccardi - è un’invasione di campo da parte dello Stato e ha ragioni di progettualità ideologica, in vista del mutamento del concetto di famiglia e dell'aberrante adozione al di fuori del contesto della famiglia naturale». E ancora: «Questo Stato guardone, tutto sommato moralista, mentre gioca a fare il libertino LGBT, che pretende di conoscere preventivamente la vita privata delle persone per decidere quali diritti riconoscere loro, è una vergognosa violazione del diritto di natura, secondo quello statalismo collettivista che la sinistra ha sempre supportato e mai abbandonerà». Di fronte a tanto, inutile spiegare che l'obiezione di coscienza, per la celebrazione delle unioni gay, non è prevista e che il sindaco, in ogni caso, può sempre delegare un assessore. Chissà cosa risponderà Ceccardi all'invito che la senatrice del Pd, Monica Cirinnà, le ha rivolto sabato scorso proprio a Cascina dove l'iniziativa "Diritti al cuore" ha riempito piazza dei Caduti: «Susanna, dimostra di non essere omofoba». Dal palco due donne hanno annunciato la loro unione civile per gennaio.

Aiuti per gli affitti. Anche a Cascina, l'ex regno del mobile, la crisi si fa sentire. E se c'è un tema su cui Susanna e i suoi sanno parlare alla pancia della gente, anche degli operai di sinistra che faticano ad arrivare a fine mese, è quello degli aiuti agli stranieri. A metterci la faccia non è soltanto la sindaca (pardon, il sindaco), ma soprattutto l'assessore alle politiche sociali, Edoardo Ziello, leader dei giovani leghisti. La parola d'ordine è quella di Salvini: «Prima gli italiani». Così, appellandosi a una norma del 2000, il Comune chiede agli stranieri «idonee certificazioni che attestino l'assenza di titolarità di diritti di proprietà o altri diritti reali su immobili all’estero, mediante una procedura che si avvale dell'ausilio dell'ambasciata o del consolato dello Stato di provenienza del cittadino non italiano». In sostanza, italiani e stranieri vengono messi sullo stesso piano. Un italiano, che è proprietario di casa, non può avere certi aiuti. Ma per gli stranieri dimostrare di non avere immobili di proprietà nel Paese d'origine è una procedura complessa, tanto che molti rinunciano. Il risultato è che nell’ultima graduatoria il 75% degli aventi diritto al contributo per l'affitto è italiano. Musica per le orecchie degli elettori del centrodestra. E anche per parecchi democrat con figli disoccupati.

Gestione ordinaria. Quella di Ceccardi, come tutte le giunte del mondo, è stata formata con la nobile arte del compromesso. Ma il gruppo si mostra unito, almeno all’esterno. La "leonessa" di Salvini, che lo scorso weekend è stata a Pontida e ha parlato dal palco, ha avuto l'intelligenza di mettersi al fianco il cosiddetto "uomo macchina": Michele Parrini, geometra, vicesindaco, già candidato di “Progetto Cascina”. In questa prima fase - senza nulla togliere agli altri assessori, tra i quali c'è Luca Nannipieri, delega alla cultura, critico d'arte di fama nazionale - è Parrini la figura di riferimento per la gestione di molte questioni amministrative (minori e non) su cui nel lungo periodo l'esecutivo cascinese sarà valutato. Un esempio? Cascina vive l'incubo degli allagamenti (c'è chi dice che il Pd abbia perso anche per questo). Ebbene, Parrini e colleghi hanno preso la questione di petto e hanno dato il via a una serie di interventi per ridurre il rischio idraulico. Nonostante le piogge di questi giorni, le strade non si sono allagate.

Il teatro. Intanto per il sindaco rimane aperta la partita della Fondazione Sipario Toscana. Dimessisi i vertici nominati dalla precedente amministrazione, lei ha portato alla guida del teatro l'attore Andrea Buscemi e il manager Matteo Arcenni. Ne è nato uno scontro con la direttrice artistica, Donatella Diamanti, che potrebbe essere cacciata.

 

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di Redazione web