Gioco
Gli ultras lucchesi insultano la memoria
Cori “Duce duce” nel minuto di silenzio. Dalla curva nord spunta uno striscione per i morti sul lavoro
LIVORNO. Si è unito in un minuto di raccoglimento lo stadio, ieri pomeriggio, prima del fischio d’inizio di Livorno-Lucchese. L’Armando Picchi - come tutti gli altri campi d’Italia - ha voluto rendere omaggio al presidente Carlo Azeglio Ciampi, orgoglio livornese e tifosissimo della squadra amaranto fin dagli anni memorabili di villa Chayes.
Il momento di commozione è stato però interrotto dagli ultrà della Lucchese, ritenuti simpatizzanti dell'estrema destra neofascista, che hanno offeso la memoria del presidente allo slogan “Duce duce”. Mentre inneggiavano al fascismo, i 200 sostenitori rossoneri presenti in curva sud sono stati sommersi di fischi, e a quel punto hanno iniziato a cantare "Uno di meno, siete uno di meno". Ignobile.
Concluso il minuto di raccoglimento i quattromila tifosi amaranto hanno tributato un caldo e commosso applauso in onore di Ciampi.
Dalla curva nord, covo degli ultras del Livorno, è stato invece alzato uno striscione dedicato ai morti sul lavoro: “3 minuti di silenzio per chi muore sul lavoro”, ricordando anche la recente tragedia di Piacenza.
Al termine della partita il presidente della Lucchese Andrea Bacci si è pubblicamente scusato per il comportamento: «E' stato un coro indegno, chiedo scusa alla città, ai tifosi livornesi e a tutti gli italiani». Non si sono fatte attendere le condanne all’episodio. Scrive Sinistra Italiana: «Non ci fermiamo solo alla condanna scritta e allo sdegno ma ci siamo adoperati da subito attraverso il nostro gruppo parlamentare, in particolare con la Senatrice Alessia Petraglia e il deputato Nicola Fratoianni perchè presentino urgentemente una interrogazione al ministro Alfano volta a far applicare il rispetto della legge e perché siano intraprese tutte le misure possibili compreso il reato di apologia di fascismo per chi ha fatto questo vile atto».
Anche Francesco Gazzetti, consigliere regionale Pd, ha chiesto che «un comportamento del genere non resti impunito».
«Immaginate se fosse successo a parti inverse - riflette Gazzetti -. Livorno, i tifosi amaranto, un'intera città, tutti noi insomma saremmo già al centro di violente polemiche. Ci vuole equità e giustizia».
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