Il Tirreno

Livorno

Entra in ospedale e si fa la doccia nel bagno dei medici

LIVORNO. Della serie, all’ospedale può entrare chi vuole, indisturbato. Così un uomo si introduce nello spogliatoio di medici e infermieri, si toglie gli abiti, resta nudo e si fa la doccia davanti...

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LIVORNO. Della serie, all’ospedale può entrare chi vuole, indisturbato. Così un uomo si introduce nello spogliatoio di medici e infermieri, si toglie gli abiti, resta nudo e si fa la doccia davanti agli occhi attoniti e turbati di un’addetta delle pulizie che sta lavorando. Non appena la donna chiede spiegazioni, ecco che volano contro di lei offese e parole grosse. Dopo essersi lavato, l’ estraneo dall'accento livornese se ne va. Succede all’ospedale di Livorno, in pieno giorno, in un locale vicino allo spaccio, uno dei punti di maggior passaggio della struttura di viale Alfieri.

«L’episodio è gravissimo e dimostra che all’ospedale può entrare chi vuole, indisturbato e fare quello che crede. La dipendente è ancora turbata – racconta Sabina Bardi, segretaria della Uiltucs - Noi denunciamo con forza questo episodio di violenza che è accaduto in pieno giorno, in una zona di grande passaggio e massiccia presenza di persone, nella più totale indifferenza: è un problema di sicurezza per chi lavora in questo ospedale». La dipendente protagonista dell’episodio racconta l’anomalo faccia a faccia mattutino. Lei lavora per la ditta Dussmann (sono 138 in totale le addette), resta pietrificata. “Scusi ma lei chi è?”, chiede all’uomo. “A lei non deve interessare”, ribatte lui. A questo punto la 45enne chiama la responsabile del turno, in cerca di aiuto e supporto. La capa arriva: “Si qualifichi”, intima a quella figura che sta finendo di fare la doccia. “Lurida donna delle pulizie maledetta, spiona”: partono offese a raffica per l’addetta delle pulizie.

A questo punto il misterioso uomo in doccia si veste e se ne va. «Le due donne non hanno avuto il coraggio di intervenire, hanno avuto paura – chiue Bardi – Hanno subito informato il posto di polizia dentro l’ospedale ma questa persona si era già dileguata. Facciamo un appello alla direzione della Asl affinché si garantisca maggiore sicurezza e controllo agli accessi dell'ospedale» (f.s.)

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