La protesta
Addio all'ex consigliere comunale Salvatore Capuozzo
Per molti anni è stato uno dei consiglieri più attivi in municipio. Era appassionato di politica e di teatro. Se ne è andato dopo una malattia
LIVORNO. Se ne è andato l'ex consigliere comunale Salvatore Capuozzo. E' morto nella tarda sera di sabato 17 nella sua casa, a causa di una malattia. Aveva 66 anni. Per molti anni consigliere comunale dell'Udc, dipendente della Banca d'Italia e innamorato del teatro, è ricordato da molti come persona competente, simpaticissima e appassionata.
Immediate le condoglianze dal mondo della politica, delle istituzioni e del teatro. "E' una brutta notizia che giunge inaspettata - interviene Marcella Amadio, che siedeva accanto a lui in consiglio - Lo ricordo con tanto affetto e stima. Era una bravissima persona. Era genuino, riusciva sempre a mobilitarsi per le cause dei più deboli, per Livorno, che era la sua città di adozione. Se prendeva a cuore un problema lo portava fino in fondo. Era molto attaccato alla moglie, alle figlie, ai nipoti. Ricordo con affetto gli anni passati in consiglio comunale, con lui una risata era sempre garantita, ti metteva sempre il buonumore”.
Cordoglio è stato subito espresso dal gruppo consiliare Città Diversa e dal Marco Cannito, che ha ricordato, tra gli altri i suoi interventi per il canile e per il decoro della città.
Ecco invece il ricordo dell'amico Giuseppe Pancaccini: "Da molti anni residente nella nostra città, impiegato modello della Banca d’Italia, Salvatore Capuozzo è stato per molti anni consigliere comunale nelle file dell’Udc nella legislatura di Alessandro Cosimi; rammento molti suoi interventi mirati e non casuali, il suo fare equilibrato, la sua correttezza e pacatezza, tanto da essere apprezzato stimato anche dagli avversari politici. Ma Salvatore era innamorato del teatro, un fedele abbonato del Teatro la Gran Guardia prima e del Goldoni poi; era affascinato dalla recitazione, al punto che decise di coltivare questa passione prendendo parte a rappresentazioni specie nei teatri parrocchiali della città, soprattutto al Pio X, dove lo conobbi. Si rappresentava una commedia di Gino Lena "Dove si mette la vecchia” e quel cinquantenne mi piacque subito, una bella figura, originale per il nostro genere teatrale, lui napoletano con cadenze livornesi. Gli proposi la parte di Roberto un personaggio difficile nella commedia “Il marito der mi figliolo": mai una parte fu tanto azzeccata, mi sembra ieri quando un pomeriggio al Bar Sole gli proposi la parte. Mi ricordo che si emozionò all’idea di recitare davanti ad un pubblico numeroso a fianco di tanti attori scafati. Accettò con entusiasmo, girava per il centro con il copione in mano e spesso prima delle prove lo trovavo seduto a leggere la sua parte sulle panchine di marmo bianche nella sua via della Madonna. Se per oltre duecento volte il sipario si è aperto con quel lavoro, il merito è anche suo, alla sua professionalità, alla sua passione. E da quel momento non ha più lasciato la nostra compagnia, partecipando a tutti i successivi lavori di questi ultimi quindici anni, ricoprendo parti di ogni genere, proprio per la sua infinita disponibilità. Si pensi che lo scorso 10 agosto, al teatro estivo la Meta nella "Strozzamariti", recitò come non mai, e credetemi non è retorica; tant’è che mi congratulai pubblicamente con lui alla presentazione finale dello spettacolo ed anche il pubblico presente condivise i miei apprezzamenti perché effettivamente quella sera alzò il ritmo della commedia con i suoi interventi: fu molto applaudito, un ultimo e caloroso applauso ad un altro personaggio del nostro amato teatro che ci ha lasciato. Alla moglie Grazia, alle figlie e ai nipoti l’abbraccio di tutta la compagnia "le maschere del carrozzone".
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