Il Tirreno

Livorno

emergenza casa

Edifici occupati, è il Comune a pagare le utenze di tutti

Edifici occupati, è il Comune a pagare le utenze di tutti

Livorno, è escluso l’ex deposito Atl. In città ci sono almeno una quindicina di immobili occupati abusivamente

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. In città ci sono almeno una quindicina di immobili occupati abusivamente per far fronte all’emergenza casa. Una parte risulta di proprietà di grandi società private o banche, mentre una parte è pubblica, di enti come il Comune, la Provincia, il demanio o l’Asl. Il Comune, come abbiamo raccontato ieri, sta mettendo in piedi un censimento delle strutture occupate di sua proprietà. Al momento, almeno per fini abitativi, ne risultano sei: l’ex circoscrizione 1 in via delle Sorgenti, l’ex circoscrizione 3, l’ex Cecupo in via degli Asili, gli ex asili Quattro Stagioni e Chayes, l’ex deposito Atl. Ma chi paga acqua, luce, o gas in questi edifici?

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13832734:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/07/17/news/altra-occupazione-dieci-persone-all-ex-circoscrizione-1.13832734]]

La domanda se la sono posta più volte nello stesso municipio dove, è stato riferito ieri, non si vuole rischiare di andare incontro a un danno erariale, ma neppure mettere tutti dall’oggi al domani in mezzo a una strada. Perché per quanto riguarda gli edifici comunali, ieri è stato confermato che è la proprietà - quindi il Comune, quindi tutti noi contribuenti livornesi - a pagare i consumi di chi occupa. Ieri dal municipio hanno spiegato che i casi possono essere diversi: all’ex circoscrizione 1, ad esempio, il Comune paga l’acqua, mentre alla ex 3 paga acqua ed energia.

Fa eccezione solo l’ex deposito Atl dove «il Comune non paga niente perché siamo in presenza di allacci abusivi». Gli ex uffici Atl erano stati occupati ad aprile da una cinquantina di persone: all’inizio hanno vissuto in condizioni drammatiche, senza luce né acqua poi, dopo una protesta scoppiata a giugno, l’amministrazione ha inviato sul posto per due settimane la protezione civile, spendendo in regime di emergenza circa 28.000 euro.

Ieri, interpellati dal Tirreno, i rappresentanti dell’amministrazione hanno fatto sapere che:

  • 1) il Comune si sta muovendo per arrivare al distacco delle utenze all’ex asilo occupato in via Cambini (ex Chayes), dove resta ferma l’intenzione di vendere e usare i soldi per l’edilizia scolastica;
  • 2) l’intenzione è in generale di procedere caso per caso in base ai progetti che ci sono per i singoli edifici e all’esistenza di soluzioni paracadute per quelle famiglie che abbiano diritto all’emergenza abitativa.

Abbiamo interpellato anche l’Asl, proprietaria di almeno un paio di grandi strutture occupate da tempo in via Rossi e in via San Gaetano. «L’azienda - ci è stato risposto - ha fatto staccare a suo tempo le utenze, quindi non è responsabile dei pagamenti». Chi lo è?

In generale, se si guarda ai consumi di energia elettrica negli edifici pubblici occupati, fare chiarezza non è semplice, come raccontano dalla stessa Enel, tra distacchi, riallacci, alcuni abusivi o fatti con altre società. Per quanto riguarda invece l’acqua il presidente di Asa, Fabio Del Nista, parte da un dato: «A oggi, per gli edifici pubblici occupati, è stata accumulata una somma che sfiora i 90.000 euro: c’è da capire chi e come deve pagarli». Del Nista sottolinea che alcuni mesi fa ha incontrato degli occupanti che «a onor del vero si sono detti pronti a pagare la loro parte, ma non è possibile in presenza di occupazioni». «Asa - fa infine sapere - ha deciso di mettere di più la situazione sotto controllo e di iniziare un’operazione per capire dove sono stati forzati i sigilli e intervenire insieme agli enti coinvolti. C’è poi da capire - la butta lì - come sia possibile che alcune utenze vengano usate per fini commerciali».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini