Il Tirreno

Livorno

Residenze a rischio a Porta a Mare: «Evidenti difformità col piano attuativo»

Federico Lazzotti
Residenze a rischio a Porta a Mare: «Evidenti difformità col piano attuativo»

Livorno, c’è anche un’inchiesta amministrativa sulle case foresteria alla Stecca: non so come i proprietari abbiano avuto la residenza

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Non c’è solo l’inchiesta penale che cerca di far luce sulla compravendita dei cinquantatré appartamenti alla Stecca di Porta a Mare venduti - secondo l’accusa - come civili abitazioni quando invece dovevano essere utilizzate come foresteria da acquirenti legati al mondo delle nautica.

Anche il Comune di Livorno, infatti, e in particolare l’ufficio anagrafe e quello dell’edilizia privata, hanno avviato già dal 2013, un’indagine amministrativa per verificare la bontà degli atti e la veridicità di tutte le procedure legate alla vendita di questi immobili. Addirittura l’ex numero uno dell’ufficio edilizia, Susanna Cenerini, dopo la denuncia ricevuta a fine 2012 dispose i controlli casa per casa da parte dei vigili urbani per verificare se gli inquilini-proprietari ne avessero titolo.

Sì perché come sostiene anche la Procura in quella zona «è stata realizzata una lottizzazione abusiva in violazione delle prescrizioni degli strumenti vigenti o comunque stabilite dalla legge senza la prescritta autorizzazione». Come? «Attraverso la vendita frazionata delle singole unità abitative destinate a uso foresteria, ma per loro caratteristiche, compreso il prezzo di vendita, a forte vocazione residenziale». Tant’è - e questa è la conseguenza amministrativa all’ipotesi penale - molti degli acquirenti «chiedevano e ottenevano alla stipula dell’atto le agevolazioni fiscali inerenti la prima casa e in alcune occasioni prendevano la residenza».

È proprio sul piano amministrativo e sulle possibili soluzioni che stanno lavorando gli uffici comunali. Ma ad oggi, l’unica certezza - come spiega Simone Pedonese, responsabile dell’ufficio di edilizia privata dal primo gennaio 2015 è che «la gestione di quegli immobili doveva restare unitaria», e dunque essere ceduti in blocco a società che avessero interessi con il mare. Dunque in quell’area si è creata una difformità tra ciò che prevedeva il piano attuativo e quello che ad oggi è esistente».

Detto questo, adesso, sarà necessario trovare una soluzione per i 53 proprietari verso i quali è stata una procedura amministrativa alla quale i diretti interessati hanno già replicato con delle osservazioni che ora saranno valutate dall’ufficio legale del Comune di Livorno.

«Per la residenza - spiega Pedonese - siamo sul filo del rasoio ed è difficile capire quale potrà essere la soluzione finale. Devo ammettere che non so e non posso rispondere su come i proprietari di quegli immobili abbiano potuto avere la residenza in quelle case». Pedonese dice anche di più: «Diciamo che da quando c’è stata una stretta sulle residenze» certe scorciatoie non sono più possibili. Adesso quindi sarà necessario capire che cosa accadrà a livello amministrativo oltre che a quello penale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web