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Poerio indagato nell’inchiesta Porta a Mare: «Rispettate tutte le norme comunali»
Livorno, l’amministratore delegato di Azimut replica alle accuse. Le parti offese: fare chiarezza in questa vicenda la responsabilità per il pregiudizio subito da alcuni proprietari
LIVORNO. «Noi abbiamo rispettato le norme comunali nella realizzazione della così detta Stecca a Porta a Mare . Con questa operazione dovevamo creare degli affari per la nautica e così è stato: siamo sempre stati chiari con chi voleva acquistare o affittare gli alloggi e anche i fondi sono tutti collegati ad attività connesse alla nautica e al futuro sviluppo del porto turistico». L'ingegner Vincenzo Poerio, amministratore delegato di Azimut Benetti respinge le accuse di lottizzazione abusiva ipotizzata dalla Procura al mittente.
«Siamo sempre stati precisi sulla destinazione d’uso delle foresterie - prosegue - e non ci siamo mai sognati di dire che potevano essere acquistate come prima case. Abbiamo lavorato tanto, rispettando sempre le normative in materia: continueremo a farlo e sono convinto che la magistratura, che fa il suo dovere, chiarirà completamente questa situazione dimostrando la correttezza del nostro operato».
Per Roberto Fabbri, imputato per l’unica compravendita non seguita direttamente da Azimut, parla il suo legale, l’avvocato Anna Francini. «Per quello che ci riguarda non abbiamo ancora avuto la notifica della fissazione dell’udienza. Dunque ci appare prematuro fare delle valutazioni difensive. Nel momento in cui ci verranno effettuate le contestazioni potremmo essere più precisi». A metà febbraio, in aula davanti al giudice monocratico, oltre ai sei imputati ci saranno anche diverse parti offese. Acquirenti che hanno comprato gli appartamenti della Stecca sostenendo di non sapere che fossero ad esclusivo uso foresteria. Sei degli acquirenti sono rappresentati dall’avvocato Federica Morgantini e alla prima udienza chiederanno al giudice di costituirsi parte civile.
«Oltre alle responsabilità penali - puntualizza l’avvocato - da accertarsi e fare chiarezza in questa vicenda la responsabilità per il pregiudizio subito da alcuni proprietari suoi clienti derivante dalla situazione edilizio ed urbanistica degli immobili qualora fosse confermata l'ipotesi di reato». Anche perché oltre alle conseguenze penali, la lottizzazione abusiva è un reato che ha come massimo della pena due anni di reclusione e cinquemila euro di ammenda, quello che preoccupa sia i vertici di azimut che gli acquirenti sono le conseguenze, visto che tra le possibilità - seppur lontana - c’è anche la confisca dell’immobile.
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