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Dopo l’invasione di topi il puzzo dagli scarichi

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Dopo l’invasione di topi il puzzo dagli scarichi

LIVORNO. Dal punto di vista tecnico siamo ancora nella fase di “presa in consegna provvisoria” da parte del Comune del cosiddetto Isolato Giardino, l’edificio di edilizia popolare del quartiere Corea,...

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LIVORNO. Dal punto di vista tecnico siamo ancora nella fase di “presa in consegna provvisoria” da parte del Comune del cosiddetto Isolato Giardino, l’edificio di edilizia popolare del quartiere Corea, che è finito dalla scorsa settimana sulle pagine della cronaca a causa dell’invasione dei topi che si sono annidati in alcuni locali del piano terra e che in un caso sono arrivati addirittura a mordere una bambina che dormiva nel suo letto.

Lo stesso Comune - circa sei mesi fa - a conclusione dei lavori ha consegnato a sua volta l’immobile a Casalp, a cui è stata affidata la gestione finale degli alloggi, che sono stati quindi assegnati attraverso la graduatoria delle case popolari. Appena pronti, si fa per dire, visto che ci sono voluti quindici anni, passando in pratica attraverso tre legislature (tutta l’operazione è cominciata addirittura attorno agli anni 2000 all’epoca dell’ex sindaco Lamberti) per arrivare a completare il cantiere, gli alloggi sono stati consegnati ai nuovi destinatari. Non per nulla ci troviamo ancora nelle more dell’approvazione del collaudo (amministrativo), il che significa che gli uffici tecnici comunali sono costantemente in contatto con l’impresa costruttrice per cercare di risolvere tutte le problematiche che nel frattempo sono emerse.

Da quando cioè nel complesso abitativo si sono trasferiti i nuovi inquilini, in parte provenienti dal famoso blocco della Chiccaia, si sono verificati una serie di intoppi (a partire da alcune infiltrazioni d’acqua nei muri interni di alcune abitazioni già nel marzo 2016). Quindi ci troviamo ancora in una fase in cui la commissione di collaudo (composta da membri esterni all’amministrazione) sta mettendo in fila tutti i problemi che via via si sono presentati.

In questa fase il collaudo dunque non viene approvato, e l’impresa di conseguenza non viene liquidata delle spettanze relative, se non interviene per risolvere le problematiche ad essa imputabili - come ricorda Riccardo Maurri - dirigente comunale del settore opere pubbliche. L’amministrazione, da quanto emerge, non sta certo con le mani in mano, anzi sta cercando di risolvere le varie questioni.

Tra queste spicca ovviamente la vicenda dei topi, che è venuta fuori secondo quanto riferisce Casalp lo scorso 7 settembre dopo il morso alla bimba e il successivo e conseguente intervento dell’Asl, e che spetta risolvere al gestore. Una vicenda che potrebbe non derivare da una cattiva esecuzione delle opere, ma più che altro dai tempi lunghissimi che sono passati dalla posa delle fondazioni alla consegna vera e propria dell'immobile.

«La qualità delle costruzioni è buona», afferma il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Alessio Bozzi. «Purtroppo - aggiunge ancora il tecnico del Comune - abbiamo avuto problematiche che stiamo cercando di risolvere: l’impresa sta collaborando e noi ci siamo messi subito in campo per intervenire».

A parte la derattizzazione che ha messo in opera Casalp nei giorni scorsi, anche se non è un’azione semplice, e sta procedendo attraverso il posizionamento di trappole ed esche adeguate con il supporto di Aamps (e il posizionamento di dispenser esterni all’edificio) uno dei problemi che non si riesce ancora a risolvere - tanto che martedì ci sarà un nuovo incontro tra tecnici comunali e impresa costruttrice, appunto per stabilire se ci si trovi davanti a una cattiva esecuzione o ad un errore di progettazione - è quello dei cattivi odori dovuti a una non corretta areazione del sistema fognario.

Su alcuni appartamenti devono partire a breve i lavori per eliminare il problema, anche con una (già prevista) sostituzione di alcuni pozzetti. E in questo ultimo caso, sono sostanzialmente due vani scale a subire il maggiore disagio, circa sedici appartamenti compresi tra il civico 38 e 41.

Questo è il problema più grosso che è rimasto e non si capisce se sia dovuto a un distacco della fognatura o ad altri fattori. Nel corso del tempo infatti sono emerse anche perdite di tubazioni interne agli appartamenti, dovute al collegamento non corretto, che hanno creato altri disagi oppure rubinetterie da cambiare.

Difetti che comunque non potevano emergere fino a quando gli impianti non sono entrati in funzione. Sulla questione dei topi annidati all'interno dei muri di cartongesso, da un punto di vista esecutivo non ci sarebbero responsabilità secondo i tecnici. Non si tratta infatti di un problema legato al sistema costruttivo, o a questioni legate alla esecuzione dell'opera, ma semmai è legato al fatto che questi appartamenti hanno avuto tempi lunghissimi di consegna. Certo, come ogni parete non piena le intercapedini del cartongesso favoriscono il riparo ai ratti ma questa non è legato a un difetto di costruzione, ma a tempistiche che si sono allungate troppo.

Da quando sono state realizzate le fondazioni e i telai in acciaio (tra l'altro con velocità di montaggio superiori al calcestruzzo) poi rimaste scoperte tra imprese fallite, cessioni di rami d'azienda e riassegnazione dei lavori, e la realizzazione delle rifiniture è passato talmente tanto tempo che probabilmente alcune colonie di ratti si sono insediate negli anfratti della costruzione, durante queste fasi transitorie.

Enrico Paradisi

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