Toscana
Allacci dell’acqua provvisori da anni: residenti esasperati
Dal 2011 gli abitanti di via Falcucci chiedono a Comune e Asa di risolvere il problema: «Possibile che non si intervenga?»
LIVORNO. I tubi dell’acqua potabile sbucano da terra come se fossimo in un cantiere. Un allaccio provvisorio che tanto provvisorio non è, visto che è lì da quando in via Falcucci a Quercianella, si parla del 2011, si è verificata la frana che ha costretto molti residenti della strada a quasi un mese di esilio.
Esilio che si è prolungato infatti per una ventina di giorni allora, fino a quando l’agibilità non è stata consentita di nuovo, ad eccezione di un condominio, dove però sono soltanto seconde abitazioni, e che ha aperto il percorso a un calvario che non è ancora finito. «È dal 2011, cioè da quando c’è stata al frana che siamo in queste condizioni», spiega una signora che abita in via Falcucci e che combatte da anni per cercare di ritornare alla normalità. Ora almeno in un senso la strada è stata riaperta e un minimo si inizia a percepire l’uscita dal tunnel, in attesa però che vengano completati alcuni lavori. Tutto è legato infatti alla fase di monitoraggio che ancora il Comune sta eseguendo sull’area.
«Cinque anni fa Per venti giorni siamo dovuti andare via di casa, poi ci hanno ridato l’agibilità e consentito di rientrare. Dopo due anni finalmente hanno realizzato in un’area privata, tra tre condomini, il pozzo drenante e le canalizzazioni per bloccare la collina, che prevedeva però una palificazione successiva: per ora il Comune ha fermato i lavori per vedere se l’intervento effettuato con la realizzazione del pozzo può bastare». Per stabilizzare la frana e limitare i danni, era stato costruito infatti un pozzo profondo 14 metri con canne drenanti inserite all’interno del versante per 25 e 40 metri, insieme al riordino idrogeologico di tutta l’area. A subire i maggiori disagi i residenti che si sono ritrovati le case danneggiate e che hanno potuto usufruire di alcuni rimborsi per gli interventi di messa in sicurezza. Rimane ancora inagibile il civico 74, ma i proprietari hanno presentato il progetto di consolidamento delle fondazioni. Intanto il monitoraggio per verificare l’evoluzione dell’opera è stato prorogato per altri tre anni. «Siamo sempre sotto il monitoraggio, dunque, - proseguono gli abitanti di via Falcucci - ma intanto a noi, a spese nostre, viene richiesto di provvedere ai lavori di ripristino delle strutture delle nostre abitazioni rimaste lesionate dallo spostamento del terreno». Sulla strada sono stati eseguiti gli interventi che hanno permesso al Comune a luglio di riaprire in parte la viabilità, ma i problemi da risolvere sono ancora molti. «Hanno fatto dei rattoppi sull’asfalto, ma è possibile che non si riesca a sistemare la conduttura dell'acqua? - si domanda ancora una delle residenti - Non si capisce perché il Comune non si riesce a mettere d’accordo con Asa per ripristinare anche le tubazioni come si deve. Ci arriva l’acqua calda in casa da cinque anni, esposte al sole come sono, e poi siamo soggetti alle rotture accidentali con le condutture “volanti” che non sono state interrate: inoltre, senza manutenzioni i giunti delle tubazioni esposti alle intemperie si deteriorano più rapidamente e può accadere, come è successo lo scorso anno, che rimaniamo senz’acqua proprio per la rottura del tubo».
Dal tempo della frana, sono rimaste anche alcune crepe nel terreno che hanno finito per scoprire anche le tubature del gas, e che allo stesso modo possono essere danneggiate dalla penetrazione diretta dell’acqua piovana. «Questi sarebbero gli alberi che hanno piantato per fermare la collina nella zona franosa», concludono i quercianellesi indicando verso lo spiazzo desolato sulla curva in cui spuntano alcuni alberelli rinsecchiti.
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