Toscana
Veglia per quattro giorni la madre morta
La donna di 81 anni è deceduta in casa. Il figlio cinquantenne chiama i soccorsi in stato di choc: «Credevo che dormisse»
LIVORNO. La stanza da letto della mamma è una camera mortuaria ma lui, il figlio, non se ne è reso conto. Lì, ormai priva di vita, Luciana Borella resta per almeno quattro giorni senza che nessuno lo sappia. È seduta su una sedia, gli occhi chiusi. Stroncata da un arresto cardiaco. Nel resto della casa, per il figlio cinquantenne la vita scorre come se nulla fosse. Ogni mattina va a fare la spesa, la sera getta la spazzatura, incrocia i vicini, risponde alle loro domande. «Credevo che dormisse», dirà poi l’uomo alla polizia. Un dramma accaduto in una casa popolare in zona stazione, in via Puccini. Vittima un’anziana vedova: avrebbe compiuto 80 anni il mese prossimo.
In quella casa la donna viveva sola insieme ail figlio ormai da anni. Lui ha dei problemi di salute e solo ieri mattina s’è reso conto di quella che era la realtà: la mamma era morta e il corpo di lei era già in stato di decomposizione. I soccorritori della Svs e il medico hanno solo potuto constatare il decesso da giorni. Nel frattempo sono accorsi anche gli agenti delle volanti della polizia. Lo stesso medico legale ha confermato la morte naturale e il pm di turno ha dato il via libera per la rimozione della salma.
Erano le 12 circa quando il cinquantenne ha telefonato al 118 chiedendo soccorsi per la madre. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto da via San Giovanni, la donna era in camera da letto, riversa su una sedia, mentre il figlio si trovava in cucina. Lo stato di choc del cinquantenne è stato subito evidente, per questo è stato portato in ospedale. «Non pensavo fosse morta», ha detto l’uomo in stato confusionale agli agenti delle volanti e ai volontari della Svs.
Sorpresi della tragedia i vicini, che non vedevano la donna da giorni, ma che non si erano allarmati più di tanto perché negli ultimi tempi lei non stava bene e non usciva molto, per problemi alle gambe. Il figlio, invece, usciva tutte le mattina per le commissioni quotidiane e anche negli ultimi giorni aveva fatto la sua vita, senza destare alcun sospetto nei condomini.
«L’ho visto ieri mattina (domenica ndr) - dice Rosanna Vanni, 70 anni, che abita al primo piano dello stesso stabile - Gli ho chiesto se dovevo lasciargli il portone aperto e lui ha detto di sì. Tutto qua, scene normali di vita condominiale. La mamma non la vedevo da un po’. L’ultima volta ero andata a trovarla circa tre mesi fa. Era una brava persona, riservata. Mi disse che non usciva più perché le facevano male le gambe e non ce la faceva a camminare. E infatti una volta al mese veniva un taxi a prendere lei e il figlio per accompagnarli a svolgere tutte le commissioni importanti come ad esempio le bollette da pagare e altre questioni burocratiche da smaltire».
Vedova da anni, Luciana Borella aveva dedicato la sua vita al figlio. Nel condominio era conosciuta come una brava persona, che non dava molta confidenza al prossimo. Negli ultimi tempi, le sue condizioni di salute si erano aggravate per via dell’età: soprattutto nell’ultimo anno la donna era molto peggiorata.
«Fino al 2015 la vedevo quasi tutti i giorni - racconta Rosanna Vanni - ed era piacevole scambiare due chiacchiere, poi si è ritirata a vita casalinga».
Il corpo di Luciana Borella è stato portato al cimitero dei Lupi dal servizio funebre della Svs ieri nella tarda mattinata, intorno alle 14, in attesa che venga fissata la data del funerale. Il figlio cinquantenne invece è rimasto in ospedale, ricoverato per precauzione, visto lo choc subìto.
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