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cronaca

Petizione contro le telefonate moleste. Prime adesioni dei politici per cambiare la legge

Un call center

La nostra iniziativa punta a creare il Registro unico che protegga tutti i numeri da chiamate indesiderate. Mille firme in poche ore sulla campagna promossa sulla piattaforma Change.org


13 settembre 2016 di Ilaria Bonuccelli


Tra i primi firmatari ci sono proprio i destinatari dell’appello. I politici, gli unici che possono cambiare la situazione. Perché sono quelli che approvano le leggi. E per far smettere - diminuire? - le telefonate moleste dei call center oggi ci vuole una legge. Lo dice il Garante della Privacy, in un’audizione al Parlamento e in un’ampia intervista a Il Tirreno del segretario generale dell’Autorità, Giuseppe Busia.Lo dicono i gestori di acqua, luce, gas, telefonia che commissionano campagne pubblicitarie e telefonate di marketing. Lo implorano i cittadini: basta alle telefonate indesiderate. Che ti disturbano e talvolta ti affibbiano pure un contratto non voluto.

Impossibile ignorare un fenomeno che riguarda oltre 100 milioni di utenze. Per la precisione 115 milioni di linee telefoniche. Il Tirreno non lo ignora. Lancia una petizione contro il telemarketing “selvaggio”. Sì, una raccolta di firme, alla vecchia maniera, ma su una piattaforma moderna, a portata di clic. Invita politici, istituzioni,cittadini, lettori, chiunque abbia ancora un minimo di senso civico ad andare su Change.org per sottoscrivere la petizione: “Stop alle chiamate commerciali indesiderate”. Non si tratta di una petizione “negativa”, per bloccare il telemarketing, attività di per sé legale, se svolta entro le norme e nel rispetto degli spazi “vitali” delle persone. La nostra raccolta di firme punta a regolamentare meglio questa attività, in modo che chi riceve le telefonate commerciali sia davvero interessato a essere chiamato.

Come si fa? Il Garante della Privacy lo ha suggerito. Noi sintetizziamo le sue proposte nella nostra petizione: creare un Registro unico, per numeri fissi e cellulari, che metta gli abbonati al riparo da telefonate indesiderate; garantire la revoca di tutti i consensi alle telefonate commerciali con l’iscrizione al Registro universale delle Opposizioni; istituire la responsabilità solidale fra call center e aziende che commissionano le chiamate quando sia ignorata la volontà dei cittadini di non essere molestati.

Un’illusione puntare a questo obiettivo? Non ce lo venite a dire. Perché ci sono già due proposte di legge presentate. Sono trasversali e ricalcano la posizione del Garante. Una della senatrice del gruppo Conservatori e Riformisti Cinzia Bonfrisco (vedi intervista sotto) e una del deputato di Sinistra Italiana, Stefano Quaranta. Che, come sollecita il Garante, oltre al Registro unico delle opposizioni (obiettivo pure della senatrice Bonfrisco) punta alla responsabilità condivisa fra call center e aziende, a campagne informative sui diritti dei consumatori, alla creazione di un’Autorità a garanzia del Registro delle Opposizioni e all’inasprimento delle sanzioni per chi viola le norme.

Mettere d’accordo destra e sinistra su questo argomento, nell’interesse degli Italiani, non dovrebbe essere difficile. Soprattutto pensando che in Francia dal 1° giugno già esiste ul Registro unico per cellulari e numeri fissi. Alcuni parlamentari già hanno dimostrato di poter mettersi d’accordo sulla questione. Appena pubblicata la petizione, l’hanno sottoscritta. I primi sono stati Ermete Realacci, Pd, presidente della commissione Ambiente alla Camera, la senatrice Bonfrisco e il senatore Altero Matteoli (Fi), presidente della commissione Trasporti e comunicazioni, competente in materia. Ma tutti lo siamo, perché la questione ci interessa. Quindi impegnarci è nostro dovere. Anche solo mettendo una firma. Una firma che vale una legge.

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