Il Tirreno

Livorno

L’anno passato un “rosso” da 19 milioni

«La Cooperativa ribadisce come sia impegnata a lavorare per garantire un generale rafforzamento della propria struttura, per consolidare il suo ruolo di importante punto di riferimento per soci e...

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«La Cooperativa ribadisce come sia impegnata a lavorare per garantire un generale rafforzamento della propria struttura, per consolidare il suo ruolo di importante punto di riferimento per soci e consumatori e fonte di sviluppo per i territori in cui opera». Poche ore dopo la conferenza stampa della Filcams Cgil, da Vignale, sede di Unicoop Tirreno, arriva immediata la risposta dell’azienda.

«Per cogliere questi obiettivi verrà nominato un nuovo direttore generale - recita la nota della Coop - che avrà il compito, nei prossimi mesi, di elaborare e dare attuazione ad un piano industriale offrendo impulso alle attività necessarie al raggiungimento di precisi obiettivi».

Quali siano le attività necessario al raggiungimento degli obiettivi la nota non lo dice, e d’altra parte è anche normale così, visto che saranno il cuore del piano industriale e di razionalizzazione che dovrà mettere in atto l’azienda.

Ma gli scenari - come evidenzia la Cgil - non saranno idilliaci per chi dentro Unicoop Tirreno lavora.

La struttura molto vasta in una congiuntura nazionale problematica pesa sui conti, e nonostante l’impegno per il rafforzamento patrimoniale, vero faro di qualsiasi strategia manageriale che verrà, occorrerà sacrificare qualcosa.

Oggi Unicoop Tirreno conta tremila dipendenti, ci cui 2000 in provincia di Livorno, 500 a Grosseto, 300 a Massa e 200 a Lucca.

Ma è soprattutto a monte che potrebbero essere rivista l’organizzazione: dai processi commerciali a quelli amministrativi e all’attività logistica incentrata proprio sulla sede. D’altra parte non è bastata finora la dismissione della rete sud (Campania e Lazio) di una serie di strutture in perdita costante, con la vendita di tutti gli ipermercati della Campania e altri due nel Lazio a una cooperativa, la “Grande distribuzione centro sud” (partecipata comunque al 30% da Unicoop Tirreno). Nonostante vendite e riorganizzazione i conti della cooperativa nel 2015 sono stati chiusi ancora con una maxi perdita di quasi 19 milioni di euro su unpatrimonio netto di 221 milioni.

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