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Livorno

Indagine antiriciclaggio: scoperti 30 milioni di euro sospetti a Livorno

Indagine antiriciclaggio: scoperti 30 milioni di euro sospetti a Livorno

La finanza ha controllato anche le operazioni di money transer. Solo 2015, trasferiti all’estero, in gran parte mediante il circuito delle agenzie oltre 31 milioni di euro

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LIVORNO. Oltre trenta milioni di euro in operazioni finanziarie sospette tra versamenti e/o prelevamenti allo sportello, assegni e bonifici bancari. È una montagna di denaro che scotta quella individuata dalla guardia di finanza in provincia di Livorno in un'operazione di antiriciclaggio svolta dal gennaio scorso ad oggi lavorando su  centoventi segnalazioni che riguardavano altrettante operazioni sospette, con accertamenti finanziari e investigativi che hanno riguardato 258 tra persone fisiche e giuridiche. "Le operazioni - specificano - rigaurdano anche annualità precedenti".

Di queste segnalazioni, circa 30 sono state acquisite dall’Autorità Giudiziaria e sono confluite in fascicoli di indagine già esistenti, per lo più riguardanti reati economico-finanziari (tra, cui reati fiscali e fallimentari), in quanto ritenute utili per lo sviluppo delle indagini di polizia giudiziaria; ulteriori segnalazioni hanno consentito, invece, di attivare - previi, naturalmente, specifici riscontri ed accertamenti - altrettanti nuovi procedimenti penali, per mendacio bancario, truffa e abusiva attività finanziaria, con la denuncia alla locale Procura della Repubblica dei soggetti responsabili. Ad esempio, nel caso del mendacio bancario, è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria un amministratore di una società di Livorno che ha ottenuto da un istituto bancario finanziamenti dietro la presentazione di dati non veritieri relativi a fatture emesse a favore di clienti.

Ulteriori segnalazioni sospette hanno permesso di appurare la commissione di infrazioni amministrative a carico di 11 soggetti, tra cui 10 persone fisiche, per aver posto in essere trasferimenti di denaro contante per complessivi 133.000 euro, ciascuno dei quali superiore alla soglia di legge (pari ad euro 3.000 a far data dal 1° gennaio 2016, con sanzione amministrativa pecuniaria applicabile dal 1% al 40% dell’importo trasferito).

Altro capitolo  dell'indagine riguarda gli accertamenti agli  sportelli di money transfer, tra Livorno e Cecina, che hanno permesso di analizzare operazioni di trasferimento di denaro eseguite da numerosi soggetti, sia italiani che di nazionalità extracomunitaria, di cui taluni gravati da precedenti di polizia.

I controlli sul posto hanno lo scopodi evitare casi di “aggiramento” delle regole che sovrintendono questi servizi, fra cui il divieto di frazionamento artificioso dei pagamenti al di sotto della soglia di legge, fissata - per gli operatori  in 1.000 euro, oppure la fittizia intestazione delle transazioni a prestanome.

Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, sul territorio della provincia di Livorno, nel solo 2015, sono stati trasferiti all’estero, in gran parte mediante il circuito delle agenzie di money transfer, oltre 31 milioni di euro (circa il 0,6% del totale nazionale pari ad oltre 5,2 miliardi di euro), di cui 6,12 mln di euro verso la Romania, 4,55 mln verso il Senegal, 1,78 mln di euro verso la Repubblica Domenica, 1,75 mln di euro verso le Filippine, 1,75 verso il Marocco, 1,73 mln di euro verso il Perù e 1,43 mln alla Repubblica Popolare Cinese. Si tratta di denaro movimentato attraverso circa 150 agenti abilitati ad operare nella provincia labronica.

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