Il Tirreno

Livorno

Il Partito Comunista rinasce e fa festa «Torniamo sul territorio»

Rosanna Harper
Il Partito Comunista rinasce e fa festa «Torniamo sul territorio»

Livorno, dopo la ricostituzione del Pci primo appuntamento a Livorno da venerdì 16 settembre: «Sanità pubblica per tutti, più Stato e meno mercato e no alla riforma Renzi»

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LIVORNO.  Si apre, venerdì 16 settembre, al Circolo Arena Astra, la prima Festa del Pci (Partito Comunista Italiano). Si tratta della prima iniziativa che il coordinamento provvisorio del Pci Livorno - che vede in Stefano Friani il coordinatore e che, per il momento, si costituisce di una decina di persone - mette in campo dopo la ricostituzione del Partito avvenuta a Bologna con la Costituente del 24-25-26 giugno.

«Si tratta del primo atto di presentazione sul territorio - spiega Friani. Il Pci nasce dall’appello dell'Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista lanciato due anni fa. Riteniamo fondamentale la presenza di un Partito organizzato, non chiuso in una torre d'avorio, che deve allearsi con il resto della sinistra». Riguardo le possibili alleanze che potrebbero crearsi a livello territoriale, con Buongiorno Livorno o con Rifondazione Comunista ad esempio, il coordinatore spiega: «La discussione avviene sui programmi, non su schieramenti precostituiti. Con Buongiorno c'è una notevole differenza: loro nascono come lista civica, agendo più a livello locale, noi come partito. Non abbiamo nessun tipo di preclusione».

Tre gli obiettivi che, a livello nazionale e locale, il ricostituito Pci persegue: uscita dell'Italia dalla Nato, la salvaguardia della Costituzione (inteso come »no, alla modifica della Costituzione voluta dal governo Renzi», spiega Friani), e l'abolizione dei ticket sanitari: «Vogliamo, aggiunge il coordinatore, una sanità pubblica e gratuita per tutti». «Può sembrare un progetto ambizioso - spiega Lorenzo Cosimi - ma crediamo sia necessario. Il contributo dei comunisti, a livello locale, è indispensabile: c'è una vertenza sotto il profilo marittimo, industriale e sociale a cui bisogna rispondere. Dobbiamo parlare di programmi, di capacità, con coloro che credono realmente in un cambiamento. Uno dei nostri slogan è: “Più stato e meno mercato”. La sanità, ad esempio, è un settore che viene smantellato: la sanità toscana sta diventando sempre più un affare aziendale, e quella livornese, invece, ha bisogno di una scossa».

La Festa del Pci si apre venerdì, con il dibattito "Guerre, terrorismo, servitù militari: fuori l'Italia dalla Nato" (alle 21) a cui parteciperanno Alessandro Leoni del comitato centrale Pci, Manlio Dinucci del movimento No Guerra No Nato, e Francesco Maringiò del dipartimento esteri Pci. Sabato, invece, alle 21, si parla di Costituzione in “No al golpe sulla Costituzione” con il costituzionalista Giovanni Ferrara e con Roberto Passini della commissione di garanzia Pci. Domenica, alle 18, il segretario nazionale del Pci Mauro Alboresi incontra le delegazioni livornesi dei lavoratori in lotta, mentre alle 21, è atteso un suo intervento di chiusura. Tutte le sere ci saranno spettacoli gratuiti, libreria, ristorante e bar.

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