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Giovedì sciopero dei bus dalle 17,30 alle 21,30 anche a Livorno
Filt e Uilt contro le esternalizzazioni in aumento e i subappalti nel servizio di trasporto pubblico
LIVORNO. Giovedì 15 settembre la Filt Cgil e la Uilt Uil hanno proclamato uno sciopero di tutto il personale della Ctt Nord delle province di Livorno, Lucca, Massa Carrara e Pisa. Lo sciopero è indetto per ribadire la contrarietà all'utilizzo della pratica delle esternalizzazioni o dei subappalti di diversi turni che occorrono per svolgere il servizio di trasporto pubblico locale nelle province dove opera la Ctt Nord.
A Livorno il personale viaggiante si fermerà dalle 17,30 alle 21,30, mentre quello degli impianti fissi (officine e uffici) si asterrà per 4 ore a fine turno Si prevede che, con l'entrata in vigore del servizio invernale e scolastico, a causa di carenza di personale e di mezzi (autobus) saranno esternalizzati nel Bacino di Livorno cinque turni di lavoro e numerosi altri turni su tutte le altre province, per un totale di venti turni. «Tutti questi turni sono concessi in subappalto», spiegano Cgil e Uil.
«La situazione che ha portato a dover ricorrere al subappalto è nota ed è dovuta a una carenza di autobus a cui Ctt Nord non ha saputo far fronte, benché da anni i sindacati denuncino lo stato di abbandono in cui versa il parco veicolare della Ctt Nord», spiegano le due sigle. Altra questione di non poco conto è la carenza di personale «e la volontà dell'azienda che si ostina a non voler ricorre ad assunzioni a tempo indeterminato per far fronte alle oltre 100 uscite di personale che si sono verificate nel corso di questi ultimi anni».
C’è anche una polemica interna tra sindacati: «Non capiamo del perché le altre organizzazioni come Cisl, Faisa e Ugl, continuino a far finta di opporsi a questa pratica, mentre invece sostengono le scelte dell'azienda senza aderire alla lotta che Filt e Uilt hanno intrapreso».
Cosa vogliono i sindacati? «Uno: continuare a difendere i diritti dei lavoratori, la solidità della nostra azienda e la qualità dei servizi rivolti ai cittadini. Due: difendere posti di lavoro più garantiti, più tutelati e più sicuri, attraverso l'assunzione del personale precario. Tre: credere in un modello di impresa moderno dove si riescono a garantire insieme qualità dei servizi, qualità del lavoro ed economicità di impresa. Quattro: vogliamo che siano rispettati i livelli occupazionali e la copertura delle linee e dei servizi così come indicato dagli accordi tra Regione, aziende e sindacati».
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