Gioco
«Bomba in banca»: falso allarme
Due chiamate anonime all’Unicredit, palazzo evacuato dalla polizia
LIVORNO. Ore 11, squilla il telefono della banca Unicredit di piazza 2 Giugno. “C’è una bomba in banca”, dice una voce. Poi, dopo 10 minuti, una nuova telefonata: “Insomma, c’è una bomba”. Come a voler ribadire il concetto, che in prima battuta non aveva sortito alcun effetto nel responsabile commerciale dell’istituto di credito, che ha intercettato la chiamata anonima. Un allarme bomba, ieri mattina, che poi si è rivelato falso ma che ha sollevato un bel polverone nella piazza. La banca (sei clienti e tre impiegati) e il primo piano dell’edificio, che ospita studio medici, sono stati evacuati. E la zona circostante l'istituto di credito è stata interdetta per precauzione.
A chiamare un uomo, che dall’accento sembrava italiano. «La prima chiamata non l’ho presa sul serio anche perché non si capiva bene cosa la voce dicesse - racconta il direttore - Poi quando ha insistito ho dato l’allarme». Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti della polizia. Il sopralluogo degli artificieri ha escluso la presenza di ordigni.
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