Il Tirreno

Livorno

Grimaldi va alla conquista Resta in campo solo Neri

di Mauro Zucchelli

Nella società nata dalla “santa alleanza” fra le grandi dinastie imprenditoriali ora la famiglia livornese e il colosso meridionale (tramite Coifi) sono al 50%

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LIVORNO. Triplo colpo di scena sul fronte del porto in un sol colpo. A metterlo in moto è bastato il risiko attorno a una società-chiave nel puzzle delle banchine: la Sintermar, costruita in anni lontani come “santa alleanza” fra le grandi dynasty dell'imprenditoria portuale (Neri, D'Alesio e Fremura, ciascuna delle quali con il 33%, dunque alla pari senza protagonisti e comprimari). A ben guardare dentro le carte, però, non è in Sintermar che accade qualcosa. La compagine soci resta quella: una metà delle quote in mano alla famiglia Neri (con la Neri Finanziaria al 33,3% e la società Fratelli Neri al 16,7%), l'altra metà in pugno a Coifi, tradizionalmente plancia di comando finanziaria della famiglia Fremura.

È in realtà all’interno di quest'ultima che è avvenuto tutto. I vari soggetti della famiglia cedono buona parte delle quote: a cominciare da Marcello che vende il 20% e si riduce al 2,3% (più una quota in usufrutto). Così come, secondo quanto emerge dall'anagrafe camerale, vendono Attilio e Silvio facendo scendere complessivamente al 2,2% la propria quota (riunita nella Fratelli Fremura sas) mentre gli altri componenti (Gino, Cesare, Alessandra e Elena) finiscono per avere complessivamente meno del 3% (e l'1,3% di nuda proprietà).

Ad acquistarle è Grimaldi Euromed, il colosso napoletano (guidato da Emanuele Grimaldi) con quartier generale affacciato sul mare di Palermo, nel triangolo fra la Camera di Commercio, la Capitaneria di porto e le banchine: sale così al 90% in Coifi, stando alla visura camerale aggiornata.

Non è un fulmine a ciel sereno. Il gruppo Grimaldi aveva già messo piede all'interno della società dei Fremura: l'aveva fatto nell'estate di due anni fa acquisendone il 50% nel bel mezzo del duello che aveva visto il braccio di ferro fra i Fremura e i Neri su Sintermar nel momento in cui l'armatore Nello D'Alesio aveva deciso di uscirne vendendo il proprio 33%. L'ingresso in campo di Grimaldi aveva rafforzato molto la posizione della famiglia Fremura: da un lato, offrendo “artiglieria” finanziaria per contrastare le mosse avversarie e, dall'altro, mettendo in campo la potenza commerciale-industriale che una flotta di tale importanza ha in fatto di traffici. D’altronde, fin dal luglio 2014 dal quartier generale di Grimaldi hanno spedito a Livorno Costantino Baldissara, uno dei propri manager di punta: direttore commerciale e responsabile della logistica del gruppo (ma anche numero dell'organizzazione europea delle imprese di logistica settore auto), diventa anche amministratore delegato di Coifi, mentre la presidenza della società resta in mano ai Fremura (con Silvio).

Era stato interpretato fin dall’inizio come il segno che Grimaldi era intenzionato a scommettere parecchio su Livorno: e per farlo aveva scelto Sintermar. La conferma è stato prima il rafforzamento dei traffici, poi il tentativo di sbarcare a terra come terminalista chiedendo all’Authority l’uso temporaneo dell’ area ex Seatrag (in radice di Darsena Toscana), infine la creazione di una società in tandem con Tdt (mettendo fine a stagioni di contrasti).

La prova del nove è arrivata quando poi è esplosa la “guerra dei ro-ro” fra giganti come Grimaldi e Onorato (Moby più Tirrenia): Grimaldi ha puntato proprio su Livorno per rompere l'egemonia di Onorato nei collegamenti con la Sardegna. «Livorno sarà una delle capitali del nostro gruppo»: l'aveva detto al Tirreno uno dei massimi dirigenti della nomeklatura del gruppo napoletano-siciliano nel D-day dell’inaugurazione di un rilevante pacchetto di partenze di traghetti che fanno la spola fra Livorno e Olbia. Ma, al di là delle dichiarazioni roboanti, quel che conta è il lavoro diplomatico con Palazzo Rosciano, sede dell’Authority, mettendo sul tavolo progettini e progettoni per accreditare uno scenario futuro in cui Grimaldi moltiplicherà a Livorno i propri flussi di traffico merci.

La “guerra” è andata avanti tutta l'estate a suon di cannonate. E se Emanuele Grimaldi, numero uno dell'organizzazione degli armatori a livello nazionale, ha fatto parlare i comunicati del gruppo (e soprattutto l'aggressività delle scelte della campagna commerciale), il rivale Vincenzo Onorato, alla testa del gruppo concorrente, invece ha scelto di scendere in campo in prima persona. Come quando ha attaccato la società avversaria accusandola di usare manodopera straniera per risparmiare mentre il suo gruppo fa lavorare gli italiani. Proprio a Livorno la società Moby è andata all'attacco a più riprese contro la Porto di Livorno 2000 (e l'Authority che ne è ancora proprietaria) con l'accusa di aver dato campo libero a Grimaldi lasciata libera di imbarcare senza curarsi troppo della commistione traffico merci e auto: una sfilza di note ufficiali con tanto di foto-denuncia.

Salire al 90% in Coifi significa anche che Grimaldi prende il controllo di Cfg Cruise & Ferry (40% Grimaldi e altrettanto Costa Crociere più 20% Coifi): è la società con cui Grimaldi alleandosi con Fremura e il colosso delle crociere del gruppo Carnival è fra le quattro cordate in pista per la privatizzazione della Porto 2000. Chissà se questo ne cambierà le scelte.Sempre nel match sulla società del porto passeggeri, non era mancato il contraccolpo quando il 49% di Vte, il terminal crociere di Venezia, è finito in mano a Costa, Msc e Royal Caribbean più i turchi di Global. Tutti e quattro i soci di (rilevante) minoranza sono contro Vte a Livorno: finirebbero per essere concorrenti di sé stessi perché il terminal veneto sta con Cilp (Neri-Negri e portuali) e Schenone (socio di Negri a Genova).

Non basta. Il passaggio di Coifi sotto l’ala di Grimaldi decreta anche la fine di un’era, consacrata proprio in Sintermar con l’alleanza fra le grandi famiglie marittimo-portuale. Prima è uscito dal ring D’Alesio, ora cambia in modo così rilevante il ruolo dei Fremura in porto: del tris di dinastie imprenditoriali che hanno fatto la storia del porto (e della città), oggi conquista la scena la famiglia Neri.

Il business del rimorchio diventa meno centrale e sposta altrove il baricentro: a cominciare dai terminal portuali (alleanza con Negri, ingresso in Cilp, prove tecniche di feeling con Tdt). Proprio mentre a Firenze il governatore Rossi tiene a battesimo lo sbarco di Neri alla testa del tandem con i genovesi di San Giorgio per il nuovo polo di demolizioni navali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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