Il Tirreno

Livorno

Stefania e Francesca hanno detto “sì”

di Matteo Scardigli
Stefania e Francesca hanno detto “sì”

Cerimonia semplice per la prima unione civile officiata in Comune. Le spose: «Siamo l’apripista della normalità»

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LIVORNO. «Siamo le apripista della normalità». Dopo 15 anni di convivenza Stefania e Francesca hanno finalmente pronunciato il fatidico “sì” di fronte ad amici e parenti, diventando così la prima coppia dello stesso genere a contrarre unione civile nel Comune di Livorno. Una cerimonia breve, pochi minuti per coronare il sogno di una vita. Si sono conosciute anni fa a casa di amici comuni, una storia come tante. Una cerimonia semplice, come loro, entrambe in abito bianco decorato con grandi sorrisi; niente bacio, neanche il bouquet, solo una rosa scarlatta per ciascuna. Una cerimonia come tante, quella officiata dal sindaco Filippo Nogarin nella sala delle Cerimonie del Comune, se non fosse che a firmare i registri pubblici sono state due donne; le prime, da quando è stato varato il decreto Cirinnà, ad esercitare il proprio diritto di unirsi agli occhi dello Stato italiano nella città di Livorno. Un evento che il primo cittadino ha sùbito voluto celebrare con un tweet all’insegna della «felicità che fa bene a tutti».

Le due spose, pur consapevoli di partecipare ad un momento storico per la città, benché visibilmente emozionate conservano la riservatezza che le contraddistingue: «Non vogliamo fare di questo un giorno simbolo della lotta Lgbt, diciamo solo che in una Livorno assolutamente gay-friendly (ma i bigotti ci sono anche qui) stiamo aprendo la via ad altre persone che come noi hanno atteso tanto». Le due infatti fanno sapere di non essersi volute sposare all’estero preferendo aspettare la possibilità di farlo nel proprio Paese, opportunità che hanno finalmente colto in uno splendido sabato pomeriggio di fine estate. In Sala ci sono anche la vicesindaca Stella Sorgente, attivista di lunga data nel campo della parità dei diritti, l’assessore Francesco Belais in qualità di amico della coppia, ed il presidente dell’Arcigay livornese Luca Mazzinghi. «L’adozione? Ci piacerebbe – spiegano Stefania e Francesca – non tanto per noi quanto come riconoscimento di un diritto». Poi, giusto il tempo della foto “istituzionale” con la bandiera arcobaleno, la discesa di rito lungo la scalinata del Comune vecchio che affaccia su piazza del Municipio. Ad attenderle in strada non c’è la tradizionale pioggia di riso (pericoloso per chi scende le scale e – si dice – anche per i piccioni) ma un arcobaleno di bolle di sapone alla luce del tramonto, ed una macchina per accompagnarle di nuovo a casa. Stefania e Francesca sono entrambe livornesi, si occupano insieme di una galleria d’arte e condividono la passione per i cani. Per loro niente viaggio di nozze ma una smart-box regalo degli invitati, e al posto del pranzo di gala una cenetta con pochi intimi in Venezia. E da lunedì si ricomincia con la vita di tutti i giorni.

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