Toscana
Il vescovo Giusti lancia la “parrocchia dei lavoratori”
Nella liturgia che segna il via al nuovo anno pastorale torna a auspicare una sorta di “grande alleanza” cittadina
LIVORNO. «Basta ideologie», stop alle polemiche, perché «il problema non è essere di destra o sinistra, rossi, bianchi o turchini», ma «cercare il bene comune». E ancora: «Auspico una grande coalizione, politica, sociale e religiosa, che si sieda intorno a un tavolo istituzionale e possa lavorare insieme». È l'invito che ha lanciato mons. Simone Giusti dal consueto appuntamento dell'inizio dell'anno pastorale a Montenero, in occasione della celebrazione della festa della natività di Maria.
Dal sagrato del Santuario il vescovo ha lanciato anche una nuova idea: la parrocchia dei lavoratori. «Un luogo – ha spiegato il presule – in cui accogliere e accompagnare i giovani che si inseriscono nel mondo del lavoro e che hanno bisogno di sostegno ». Non solo: di questo gruppo (guidato da laici e sacerdoti) dovrebbero farne parte anche coloro che invece il lavoro lo hanno perso.
Insomma, un'idea che deve ancora materializzarsi, ma che sicuramente vuole essere uno strumento per sottolineare quanto sia urgente la questione del lavoro in città. Già in passato, Giusti aveva avviato un percorso simile con la parrocchia studentesca, con l'idea di agganciare quei giovani ormai lontani dalla Chiesa da tempo, ma che tramite l'ora di religione erano interessati a riavvicinarsi gradualmente a un cammino di fede.
Altro tema toccato dal vescovo, in un’omelia all’attacco, è stato quello della casa: «Leggendo i giornali – ha detto – sembra addirittura che qualcuno abbia dato le chiavi per occupare un asilo. Ma non è così che si risolvono i problemi: se i regolamenti sono sbagliati, semmai si cambiano, ma le leggi vanno rispettate». Anche su questo argomento, Giusti ha dato ribadito la disponibilità della Chiesa a collaborare.
Tra battute in pieno stile toscano (che hanno anche fatto sorridere i tantissimi fedeli presenti), il vescovo ha guardato anche oltre i confini locali: ha sottolineato le ipocrisie dei Paesi europei di fronte alla volontà della Gran Bretagna di costruire un muro anti-immigrati («ora che a farlo sono gli inglesi, stanno tutti zitti»). Anche sui diritti civili, sono arrivate alcune stoccate, soprattutto sulla questione dell'aborto: «Oggi – ha tuonato Giusti – con la morfologica sembra addirittura che il bimbo faccia "ciao mamma", come si può definirlo un grumo di sangue? Ucciderlo sarebbe civile?».
A concelebrare con tutto il clero livornese, anche mons. Paul Ruzoka, arcivescovo di Tabora (Tanzania), conosciuto da Giusti nel suo recente viaggio in terra africana. Al termine della celebrazione, invece, è stata consegnata la lettera del vescovo in cui sono indicati gli orientamenti da seguire per questo nuovo anno: i giovani al centro di tutto.
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