Gioco
Dal forzato della penna 200 romanzi e racconti
LIVORNO. Alzi la mano chi non ha mai letto i romanzi d'avventura di Emilio Salgàri (con l'accento sulla seconda “a”). Impossibile, soprattutto per chi non è più giovanissimo, dimenticare libri che ti...
LIVORNO. Alzi la mano chi non ha mai letto i romanzi d'avventura di Emilio Salgàri (con l'accento sulla seconda “a”). Impossibile, soprattutto per chi non è più giovanissimo, dimenticare libri che ti portavano a spasso fra la Malesia di Sandokan e i corsari ai Caraibi, fra l'India e il Polo “in velocipede”.
Ha scritto 200 fra racconti e romanzi: contratti-capestro lo obbligavano a scrivere come un forzato della penna un libro dietro l'altro e un racconto dietro l'altro. Le poche ore libere le passava in biblioteca per controllare dettagli o ambientare meglio le sue storie in ambienti che non aveva mai visto neanche di lontano.
Ma la produzione enorme non gli valse la ricchezza. Anzi, quando lo stress lo divorerà e lo spingerà a uccidersi con una sorta di harakiri, lascerà agli eredi pochi spiccioli. L'ultimo paradosso è stato il fatto che Salgari si è dato la morte in una Torino distratta dal fatto che stava per essere festeggiato il mezzo secolo dell'unità d'Italia. Chissà che beffa per lui che aveva sentito così tanto il destino assurdo di scrivere a tambur battente tante righe al giorno eppure non era accettato dai circoli degli scrittori.
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