Il Tirreno

Livorno

Dal boom dei vaccini contro la meningite alle agende vuote

di Giulio Corsi
Dal boom dei vaccini contro la meningite alle agende vuote

Il 30 settembre scade la campagna gratuita contro la meningite C. Appello per la fascia di età più a rischio dagli 11 ai 20 anni

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LIVORNO. Ricordate le lunghe code ai distretti sanitari per farsi vaccinare contro la meningite? Immagini di pochi mesi fa, che però sembrano fotogrammi lontani, almeno a vedere le agende delle prenotazioni dell’Asl, rimaste praticamente deserte nell’ultimo periodo. Eppure venerdì 30 settembre scade la campagna per la vaccinazione contro il meningococco C promossa dalla Regione Toscana e dalla sede di viale Alfieri dell’azienda sanitaria sperano in uno sprint finale che permetta una copertura quasi completa almeno della fascia di età più a rischio, quella che va dagli 11 ai 20 anni.

VACCINATI 15MILA RAGAZZI. A Livorno (e anche nella provincia) si parte decisamente bene. «Su 27mila ragazzi, di cui 13mila residenti tra il capoluogo e Collesalvetti, ne abbiamo vaccinati 15mila - spiega Alessandro Barbieri, responsabile del dipartimento di igiene e sanità del territorio dell’ex Asl 6 -. Si tratta di una percentuale molto elevata di copertura: sommandola con il numero di chi il vaccino l’aveva già fatto precedentemente, calcoliamo di essere attorno all’80%».

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Barbieri ricorda come la fascia che va dall’età della scuola media all’inizio dell’università sia quella centrale per combattere la diffusione del meningococco. «I malati - sottolinea - sono la punta estrema di un grande iceberg rappresentato dai portatori, cioè da coloro che hanno il germe e poi attraverso uno starnuto, la saliva, un bacio possono trasmetterlo. Ecco, il vaccino oltre a dare l’immunità nei confronti della malattia, elimina lo stato di portatori: per questo è importantissimo che nella fascia in questione, dove i portatori sono più frequenti, ci si vaccini».

DAL BOOM ALLE AGENDE VUOTE. La vaccinazione straordinaria è gratuita fino ai 45 anni, ma chiaramente aperta, a pagamento, anche agli over 45. «L'afflusso inizialmente è stato molto forte - spiega Barbieri -. Da quando è partita la campagna, a fine aprile 2015, abbiamo vaccinato 35mila persone in tutta la provincia, compresi 5000 over 45. Di queste 18mila a Livorno città e 1500 a Collesalvetti».

Il boom delle richieste si è registrato dopo i casi universitari nell’autunno 2015 e a gennaio 2016 in concomitanza con l’informazione massiccia dei quotidiani e con il susseguirsi di episodi in giro per la Toscana: 5 tra gennaio e febbraio 2015, 6 lo stesso bimestre del 2016. «Ma nell’ultimo periodo l’afflusso è molto scemato - aggiunge Barbieri - e invece sarebbe importante che la popolazione non sottovalutasse la campagna».

IL RECORD DI LIVORNO. Nei 52 casi accertati nell’ultimo anno e mezzo, la nostra città e il resto della provincia hanno un record. «In tutto il territorio dell’Asl livornese non c'è stato nessun caso - sottolinea Barbieri -. Una spiegazione scientifica non c’è, è semplicemente un dato di fatto che speriamo prosegua. Ma è fondamentale che si prosegua con la vaccinazione nella fascia 11-45 anni».

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