Gioco
Colpivano la catena Tuodì perché non ha le telecamere
LIVORNO. Perché i banditi avevano preso di mira la catena di supermercati Tuodì? Semplice anche se appare incredibile: i market con l’insegna viola e arancio su sfondo verde fluo non sono dotati di...
LIVORNO. Perché i banditi avevano preso di mira la catena di supermercati Tuodì? Semplice anche se appare incredibile: i market con l’insegna viola e arancio su sfondo verde fluo non sono dotati di un sistema di video-sorveglianza: nessuna telecamera dunque a riprendere clienti e movimenti tra gli scaffali o nella zona esterna e per questo nessun fermo immagine nemmeno dell’uomo incapucciato che ha messo a segno le prime tre rapine tra il gennaio e il settembre del 2015 in via Lulli e via Mastacchi.
Così nella rete degli investigatori, per nove mesi, erano finiti solo i racconti dei testimoni che descrivevo più o meno precisamente gli autori che armati di pistola li avevano minacciati prima di scappare con il bottino.
«Un uomo tra i trenta e quaranta anni alto circa un metro e settanta e l’altro di una cinquantina d’anni, un po’ più basso del primo. L’accento? Parlavano in napoletano», hanno spiegato commessi e clienti.
Qualcosa nel piano criminale dei fratelli Dario e Giuseppe Petriccione e di Ferdinando Lentini si deve essere incrinato, non è chiaro se per una crescente fiducia nella propria capacità di delinquere o per una esigenza diversa il 22 settembre dello scorso anno.
Secondo i carabinieri quel giorno Dario Petriccione è entrato armato di pistola nel market “Di Più” di via Grotta delle Fate minacciando i tre dipendenti prima di farsi consegnare poco più di 11 mila euro. Ma in questo caso le immagine registrate sono risultate troppo sgranate per essere definite utili. Ma nonostante questo è stato un primo tassello per arrivare alla soluzione del caso.
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