Il Tirreno

Livorno

Nidi e materne, caos supplenti: via allo stato di agitazione

di Alessandro Farulli
Nidi e materne, caos supplenti: via allo stato di agitazione

Il Tar sospende la gara che si era aggiudicata Tempor e il Comune tampona con l’affidamento a Obiettivo Lavoro fino al 26 settembre, ma scoppia la protesta

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LIVORNO. Stato di agitazione di tutte le lavoratrici interinali (somministrate) per le sostituzioni nelle scuole dell’infanzia e asili nido di competenza del Comune di Livorno. La decisione è stata presa all’unanimità al termine di una drammatica assemblea che si è tenuta nella mattinata di venerdì 9 settembre.

Lunedì quindi nidi e scuole d’infanzia apriranno regolarmente e 53 di queste educatrici saranno subito al lavoro. Ma lo “psicodramma”, come lo hanno definito i sindacati, è andato in scena «con responsabilità chiare del Comune» - hanno aggiunto - tra mercoledì e giovedì, quando una serie di eventi si sono susseguiti a poche ore dall’entrata in servizio. Il sipario si alza alle 13 con la notizia che il bando per l’appalto, fino ad a quel momento in mano ad Obiettivo Lavoro, se l’era aggiudicato la Tempor, società che ha varie sedi in Italia e due a Lucca e Firenze.

Le lavoratrici, in tutto un’ottantina, di cui 22 stabilizzate con contratto a tempo indeterminato, hanno quindi dovuto prendere atto in poche ore del cambiamento e soprattutto a queste ultime è stato chiesto di procedere, e siamo a giovedì, alle dimissioni volontarie per essere assunte a tempo determinato dalla nuova agenzia per 10 mesi. In un pomeriggio a dir poco caotico, tutte hanno provveduto a dimettersi e a firmare la lettera di assunzione, pur con notevoli preoccupazioni e successive chiamate per entrare in servizio già ieri mattina. Poi in serata una nuova bomba: il Tar aveva accolto il ricorso di Obiettivo Lavoro contro l’assegnazione dell’appalto, stabilendo la sospensiva e fissando l’udienza per il 21 settembre.

Così ieri sindacato e lavoratrici, alcune in lacrime pensando di essere a questo punto disoccupate, si sono trovate in una situazione da teatro dell’assurdo a cui l’amministrazione comunale ha posto rimedio con una soluzione tampone: proroga fino al 26 settembre ad Obiettivo Lavoro sull’appalto (e casomai ulteriori proroghe fino a sentenza definitiva). Dunque ritiro delle dimissioni, validità del vecchio contratto e da lunedì al lavoro. Sindacati e delegazione delle lavoratrici interinali stabilizzate e non, e anche di quelle di ruolo - solidali con le colleghe e anche coinvolte direttamente dalla questione visto che senza le interinali non possono svolgere il loro lavoro - hanno avuto un incontro con la vicesindaca Stella Sorgente, che ha la delega all’istruzione, e con Lilia Bottigli, dirigente di settore del Comune.

La soluzione ha parzialmente soddisfatto le educatrici precarie che infatti hanno votato per lo stato di agitazione, che va ad aggiungersi a quello dei dipendenti del Comune di Livorno. «Come è possibile ridursi a fare un appalto così a ridosso dell’inizio dell’attività scolastica ?», hanno sottolineato i sindacati: «Era logico trovarsi in questa situazione assurda». Un caos pure nella comunicazione istituzionale che ha prodotto un comunicato dell’accordo trovato con le educatrici, poi ritirato poco dopo, visto che l’accordo era ancora in alto mare.

Golino, Zannotti e Carmignani (Cgil) insieme a Distaso (Uil), hanno spiegato che in attesa della sentenza del Tar (non è detto arrivi il 21) e alla quale è possibile, per non dire certo, che ci siano ulteriori strascichi legali, apriranno una trattativa di fronte al prefetto con entrambe le società, Obiettivo Lavoro e Tempor, per arrivare prima della sentenza ad avere un quadro chiaro di che succederà al momento in cui sarà stabilita l’aggiudicazione definitiva dell’appalto. Per il sindacato, contratti, diritti e graduatorie raggiunte dalle lavoratrici con Obiettivo Lavoro, con la volontà anche di stabilizzare altre lavoratrici, dovranno valere anche con il nuovo soggetto. Ovviamente nulla dovrà mutare anche se sarà Obiettivo Lavoro a riprenderselo definitivamente. E per il futuro? La speranza è riposta in un ipotetico concorso pubblico, legato anche ai 50 nuovi posti di lavoro che da qui al 2020, a causa dei pensionamenti previsti, si creeranno.

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