Finanza
Per il blocco stradale il rischio è una multa
Che cosa rischiano a livello penale i circa quaranta migranti che lunedì pomeriggio sono scesi in strada, in piazza del Luogo Pio per protestare contro il blocco dell’acqua all’interno della...
Che cosa rischiano a livello penale i circa quaranta migranti che lunedì pomeriggio sono scesi in strada, in piazza del Luogo Pio per protestare contro il blocco dell’acqua all’interno della struttura dove sono sistemati. La risposta è: nulla o quasi, perché il “reato” di blocco stradale, quello che hanno commesso alcuni dei profughi in piazza del Luogo Pio usando alcune biciclette, è stato depenalizzato e ad oggi è punito con una sanzione amministrativa, dunque una multa di poche decine di euro. Ecco perché, nonostante questo paradosso, la questura e in particolare la Digos che lunedì è intervenuta appena è stato lanciato l’allarme, sta effettuando degli accertamenti per verificare se durante il blocco stradale, durato poco meno di un’ora in tutto, ci sia stato come conseguenza anche una interruzione di pubblico. Questo sì un reato penalmente rilevante e punito severamente dal codice. Ma perché gli investigatori possano verificarne la configurabilità e dunque la contestazione a uno o più soggetti coinvolti di questo reato stanno effettuando delle verifiche, in particolare con i mezzi pubblici. Possibile che qualche autobus della Ctt abbia dovuto deviare dal suo percorso per via del blocco? È questa la domanda alla quale gli agenti stanno cercando di rispondere.
C’è poi un altro aspetto dei disordini avvenuti lunedì pomeriggio in Venezia. E riguarda lo scooterista che è stato colpito da uno dei migranti durante la protesta. A ieri sera, però, agli uffici denuncia di viale Boccaccia non risultava alcuna segnalazione di una aggressione da parte di un migrante. Non è escluso che la vittima dell’aggressione ieri non abbia avuto tempo di presentarsi alla polizia. Ed è possibile che lo faccia già oggi. Se questo dovesse avvenire, allora scatteranno gli accertamenti da parte degli investigatori che potrebbero sottoporre lo scooterista a un riconoscimento fotografico che permetterebbe alla polizia di identificare l’autore dell’aggressione. Solo quest’ultimo, se ci fosse anche un referto medico, risponderebbe della violenza. (f.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google