Sicurezza
Non è un “Errore”, Ettore Borzacchini manchi da due anni
Il ricordo dell’autore satirico: Non riesco a descrivere bene la grandezza di Giorgio Marchetti senza dirvi cosa di grande mi ha dato e lasciato..
LIVORNO. Mentre cerco di scrivere, il correttore automatico tenta di correggere “Ettore” in “errore”. Nessun errore, invece: Ettore Borzacchini non c'è più da due anni. Il 7 settembre di due anni fa mi chiamò proprio la redazione di questo giornale a poche ore di distanza dalla sua morte ed ebbi l’annuncio tra capo e collo, tra moccio e bava come un cazzotto. Rimasi zitta al telefono col giornalista per qualche secondo che fu lunghissimo poi decisi di scrivere ad un amico, Michele, appena conosciuto proprio tramite Ettore Borzacchini, perché mi rassicurasse che non fosse vero. Può succedere no, come ad esempio, dé, quante vòrte l'hanno fatto mori' Giancarlo Magalli eppure è sempre lì? Una marea. Certo non fu così. Con Michele s'andò poi a Lucca, al funerale e, per finirla trivialmente alla Borzacchini, ci mangiammo un frate che suggellò una grande amicizia. Tutto questo a voi non interessa, lo capisco, ma non riesco a descrivere bene la grandezza di Giorgio Marchetti senza dirvi cosa di grande mi ha dato e lasciato.
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Il Borzacchini se n'è andato troppo presto e troppo all'improvviso come una folata di vento che fa chiudere una porta lasciandoti fuori senza chiavi a imprecare. E hai voglia d'aspettare che ti s'apra un portone! Che poi lui ci prendeva sempre: «Sugli argomenti e le ispirazioni di quello che scrivi segui solo ed esclusivamente i tuoi summovimenti anche se intestinali. Non devi rendere conto a nessuno dei contenuti, sei originale. Stai per conto tuo, saluta tutti perbenino ma in giro c'è pieno di stronzoli supponenti e invidiosi pronti a saccheggiarti. Stai alla larga da chi ti vuol consigliare sempre la cosa giusta." Oh, dopo pòo ho incontrato davvero uno stronzolo, un supponente, un invidioso e uno che mi consigliava di smette di scrive! Poi, affaticato, interrompeva i nostri carteggi e si congedava sempre nello stesso amorevole modo.
Così: -Il Borzacchini vigila-
Manchi.
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