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«Non dovevamo staccare l’acqua»

«Non dovevamo staccare l’acqua»

Del Nista striglia i vertici di Asa. «Ma basta con certe coop». Debito da 15mila euro

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LIVORNO. «Non sapevo che l’acqua era stata staccata, e se fossi stato presente non l’avrei fatta staccare: le azioni di recupero del credito procedono senza un giudizio sul merito del credito stesso...».

Fabio Del Nista non usa mezze misure. Il presidente dell’Asa (che qualche settimana fa ha annunciato le sue dimissioni per la fine di questo mese) non è uno che le manda a dire e questa volta tira le orecchie agli stessi vertici della sua società.

Lunedì non era a Livorno e per sua stessa ammissione non è stato informato di quanto stava accadendo in Venezia: né del distacco dell’acqua all’ex Sant’Anna né della successiva protesta dei migranti ospitati nel centro di accoglienza che sarà gestito fino a domenica da Inopera (poi passerà a nuova realtà).

«Io non avrei staccato l’acqua», ripete Del Nista. Che subito dopo chiarisce: «Non per paura delle reazioni, non per una umanità generica ormai conclamata da tutti e riscossa da pochi: ma perché sarebbe stata un’azione fine a se stessa, visto che chiaramente avremmo dovuto riallacciare l’acqua poco dopo. L’azione di recupero si fa quando si può recuperare, invece così abbiamo recuperato una figuraccia...».

Detto questo, il presidente dimissionario non le manda a dire neppure alle cooperative che un debito con l’Asa negli ultimi tempi lo hanno accumulato, eccome: «L’importo per quanto riguarda la struttura della Venezia - chiarisce infatti Del Nista - si aggira attorno ai 15.000 euro. La fornitura è stata aperta la prima volta dalla cooperativa Terraferma, poi il contratto è passato a Inopera. Come vedete se li passano...».

«È l’ora di finirla - chiosa alla fine - con le cooperative create durante le emergenze: le cooperative vere sono quelle nate prima. Quelle che nascono “ante”, non “durante”. Se c’è una cooperativa nata trent’anni fa che ha sempre fatto qualcosa in questo settore delicato ben venga, diversamente è bene che si dedichino ad altro...».

«Ora il problema - taglia quindi corto il presidente di Asa - è uno solo: chi eroga i contributi, per cortesia, invece di continuare a darli alla cooperativa in questione, li mandi direttamente a noi. Di acqua gratis in giro per Livorno ce n’è anche troppa...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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