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Livorno, aiuto ai licenziati: in arrivo 500 euro al mese

Livorno, aiuto ai licenziati: in arrivo 500 euro al mese

Il pressing della Regione ottiene dal governo sostegni extra per Livorno e Piombino. Parte l’iter per concretizzare la scelta

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LIVORNO. Arrivano dal governo 500 euro al mese per 12 mesi per tutti i lavoratori che sono stati licenziati o saranno licenziati nell’arco temporale che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 e che rimangono senza alcuna indennità: mobilità o Aspi che sia. È una misura di sostegno al reddito che riguarda le aree di crisi complessa e che in Toscana va a coprire le zone di Livorno e Piombino.

In Toscana il numero di lavoratori che potranno beneficiare del contributo mensile sono circa 11.500, secondo i primi calcoli. Si tratta di oltre 9.200 persone nell’area livornese (che comprende anche Rosignano e Collesalvetti, secondo la “geografia” dell’accordo di programma) e quasi 2.300 a Piombino e dintorni (dove saranno soprattutto i licenziati dell'indotto legato alle acciaierie ex-Lucchini a beneficiarne, quelli rimasti senza indennità, mentre il provvedimento non dovrebbe riguardare i 741 lavoratori in cassa integrazione ex Lucchini che Aferpi ha garantito di assumere a novembre, anche se non c'è ancora piena chiarezza a riguardo).

Oltre undicimila persone, un numero enorme: riguarda la stima relativa al 2016 e al 2017 di quanti si trovano senza più quel minimo di “ombrello” costituito dalla cassa integrazione o anche di altre forme di sostegno al reddito relative a stagionali o a chi è comunque rimasto senza lavoro. Nelle prossime settimane saranno affinati nel confronto con Inps e parti sociali i dettagli tecnici sulle modalità di richiesta di questi 500 euro mensili.

Ad annunciare il contributo mensile, stabilito dal ministero del lavoro, è stato il presidente della Regione Enrico Rossi, al termine di una riunione con il ministro Giuliano Poletti. Le misure, secondon quanto specificato dai funzionari regionali, dovrebbero partire «non prima della fine di ottobre e dureranno al massimo per un anno dal momento della loro attivazione».

Prevista dal governo, ha aggiunto Rossi, anche la proroga della cassa integrazione sempre nelle aree di Piombino e Livorno, «l’estensione di un anno della cassa integrazione per chi l'ha in scadenza nel 2016».

«Ciò che la Toscana è riuscita ad ottenere – rileva Rossi – vale per chi perde i benefici nel corso del 2016. Per chi invece ci arriverà nel 2017 mi auguro che il governo provveda con la Finanziaria: parliamo di reinserimento sociale. Si poteva fare una scelta più netta ma questo provvedimento rientra in quella lotta alla povertà che per me rappresenta una delle due cose fondamentali da fare per rilanciare l'occupazione. L'altra è rappresentata da investimenti pubblici e sostegno a quelli privati».

Con il contributo mensile di 500 euro per un anno a lavoratore l'obiettivo del governo è evidente: impedire che queste persone cadano nel gorgo della disperazione sociale e possano continuare a fare almeno le cose minime e guardare con un minimo di fiducia nel futuro. Del resto, la situazione sta sicuramente diventando allarmante. È la stessa assessora regionale al lavoro Cristina Grieco a confermarlo: «Io sono originaria di Livorno e mi capita molto spesso di essere avvicinata da persone anche di Piombino che sono seriamente preoccupate e chiedono alla Regione di essere aiutate».

È da aggiungere che il governo ha messo dei paletti. «Le 500 euro mensili per un anno e la proroga della cassa sono state riconosciute alle Regioni che si stanno dando una mossa per rilanciare i siti produttivi. Ed è stato riconosciuto dal ministro Poletti il merito della Regione Toscana», dice Grieco, ribadendo che da Firenze era stato chiesto con forza al ministro di fissare l’attenzione su strumenti per evitare che la situazione sociale nelle aree di crisi complessa si trasformasse in una “polveriera”.

Il presidente Rossi ha definito il provvedimento da 500 euro «una misura di assistenza seria»: tuttavia, «benché importante, non è certo sufficiente di per sé, né tale da dire “facciamo festa”».

Le politiche attive e di formazione le dovrà mettere in campo la Regione tramite i Centri per l'impiego. E il ministero ha chiesto alle Regioni di destinare una quota aggiuntiva pari al 20% dello stanziamento.

L’assessora Grieco puntualizza che il governo ha deciso di mettere a disposizione 235 milioni di euro a livello nazionale per questa duplice operazione: 85 milioni per far proseguire la cassa integrazione che si sarebbe esaurita a fine anno e 150 milioni relativamente a mobilità e Aspi in cessazione nel 2016. Ma – aggiunge – è una misura extra che riguarda solamente le aree di crisi complessa riconosciute a livello nazionale, ed è su queste nove aree che va fatta la suddivisione.

«C’è bisogno di un “ponte” – dice Grieco – fra la fine della copertura degli ammortizzatori sociali e il rilancio economico che l’accordo di programma punta a innescare».

Quali sono le tappe successive dell’iter per veder concretizzare questa misura a sostegno di chi è in difficoltà? L’assessora ricorda che Poletti ha garantito che «i fondi ci sono», bisogna effettuare la ripartizione fra le Regioni. E quando la Toscana avrà l’indicazione esatta dei soldi sui quali contare, partirà la definizione della procedura.

Oggi le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil faranno conoscere il loro giudizio su questo provvedimento: a più riprese nei mesi scorsi avevano lanciato l’allarme per gli effetti devastanti che sulla tenuta sociale rischia di avere la fine degli “ammortizzatori” per un esercito di lavoratori senza speranza né futuro.(sam.bar.)

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