Il Tirreno

Livorno

«La nuova gestione risolve il problema»

di Matteo Scardigli
«La nuova gestione risolve il problema»

Manzone annuncia il cambio alla “guida” del centro profughi all’ex S. Anna da lunedì. E riceveranno parte degli arretrati

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LIVORNO. «Livorno è già la mia città, tante bellezze da amare e tante sfide da affrontare tutti insieme». La nuova prefetta Anna Maria Manzone si presenta in un incontro con i giornalisti della stampa e della televisione e annuncia nuovi tavoli istituzionali per fronteggiare i tanti problemi che affliggono il territorio livornese. «Proseguirò nel solco tracciato nettamente da Tiziana Giovanna Costantino - afferma con la spinta impressa dal nuovo incarico - Sarò la prefetta della città e della provincia e per questo motivo incontrerò tutti i sindaci per conoscere meglio le singole realtà e le questioni che sono aperte. Insomma, andrò a casa loro».

Romana, classe 1959, laureata in giurisprudenza, un marito e due figlie (una giornalista, l’altra laureata in medicina); nominata Prefetto nel 2012 dopo 27 anni di carriera prefettizia ha ricoperto l’incarico prima a Barletta poi a Grosseto. Nei suoi primi giorni a Livorno ha incontrato per due volte il sindaco Filippo Nogarin, il questore Orazio D’Anna ed i vertici di Carabinieri e Guardia di Finanza ponendo le basi di un lavoro che mira ad essere fruttuoso.

«Auspico la massima collaborazione con tutti gli enti, che per esperienza so insita nella cultura della Toscana - afferma - perché i problemi si affrontano e si risolvono insieme. Vengo da un’esperienza vicina e quindi posso dire di conoscervi già un po’. Con il sindaco Nogarin c’è stata subito un’ottima intesa e credo che questo si ripeterà con gli altri sindaci della provincia».

Alla positiva accoglienza nei palazzi delle istituzioni, tuttavia si è accompagnata per Manzone anche la prima incombenza, ovvero la protesta dei profughi ospitati nell'ex Sant'Anna che si è consumata lunedì mattina lungo via della Cinta Esterna e in piazza del Luogo Pio. «Ogni Prefetto ormai è esperto di migranti, e chi mi ha preceduta mi ha spiegato bene le peculiarità della questione a Livorno» spiega Manzone. Che poi aggiunge: «Nel segno della prevenzione voglio comunque interpellare tutti i gestori delle strutture di accoglienza distribuite sul territorio».

La prefetta non ha fatto commenti sulla protesta di lunedì, ma ha spiegato che «il mio predecessore ha già posto le basi per dare una soluzione al problema. Da lunedì prossimo, infatti, entrerà un nuovo gestore, al posto di quello attuale che ha accumulato un grave debito. In più, da giovedì, i profughi riceveranno almeno una parte del “pocket money”». Ovvero i soldi, circa 2.5 euro al giorno, che spettano ai migranti, che in questo caso hanno accumulato con Inopera un credito di oltre 100 euro a persona.

A margine il capo di gabinetto della prefettura, Massimo Di Donato, ha spiegato che a prendere il posto di Inopera da lunedì sarà Impresa sociale opera trinitaria srl.

Al portone di palazzo del Governo tuttavia non tarderanno a bussare anche le questioni assai complesse relative all’emergenza abitativa e al lavoro, proprie di una città marchiata con l’appellativo di “area di crisi complessa”. Qui stanno infatti per scadere anche le ultime tranche degli ammortizzatori sociali, spesso unica fonte di reddito familiare, per oltre 1.500 lavoratori in tutta l’area provinciale (anche se ieri pomeriggio è poi arrivata la notizia che per chi ha perso o perderà cassa integrazione o Aspi il governo ha previsto l’erogazione di 500 euro al mese per un anno).

«Non dispongo certo della bacchetta magica con la quale far scomparire tutti i problemi - precisa la prefetta - ma di certo metterò a disposizione in ogni occasione utile un tavolo neutrale dove ci si possa confrontare e trovare soluzioni». Dunque garantisce il proprio impegno in tema di sicurezza e coesione del tessuto sociale. «È nei miei poteri offrire un tavolo dove promuovere, favorire e mediare la concertazione fra le parti - ribadisce - Livorno è splendida, ricca di fascino ma gravata da molte difficoltà, e io intendo conoscerne a fondo ogni aspetto; e il modo migliore è farne parte come cittadina, per questo ho scelto di venire ad abitare qui: con la famiglia mi riunirò il fine settimana, quando sarà possibile. Amerò e vivrò questa città, andando in giro e conoscendola sempre meglio. «La Prefettura è una squadra – conclude Anna Maria Manzone – e questa è già la mia città».

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