Il Tirreno

Livorno

Il difensore civico regionale boccia l’aumento dei pass Ztl

Giulio Corsi
Il difensore civico regionale boccia l’aumento dei pass Ztl

Livorno, lettera a Nogarin sui tagliandi dei medici dopo l'istanza di Enrico Bianchi, medico ed ex presidente del consiglio comunale

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LIVORNO. L’aumento delle tariffe Ztl per le categorie professionali deliberato dalla giunta Nogarin non svolge la funzione di disincentivare l’ingresso in centro e nelle altre zone a traffico limitato.

Lo afferma il difensore civico regionale Lucia Franchini, rispondendo all’istanza di Enrico Bianchi, medico di famiglia (ed ex presidente del consiglio comunale), che aveva lamentato la mancata attenzione che l’amministrazione comunale avrebbe dovuto prestare nei confronti di alcune categorie di utenti, a partire dai medici che per lavoro sono costretti a girare tutte le strade della città nelle visite a domicilio, ma hanno dovuto subire un aumento del costo del tagliando del 600%, da 20 a 150 euro, «un’estorsione legalizzata», come l’aveva definita il presidente dell’Ordine dei medici Eliano Mariotti.

La Franchini “boccia” l’aumento delle tariffe, sottolineando che «non è condivisibile l’orientamento dell’ordinanza della giunta Nogarin che non tiene in debito conto la varietà di esigenze proprie delle differenti categorie di utenti». In una lettera inviata direttamente a Nogarin, il difensore civico regionale ribadisce la competenza del Comune in merito alla regolamentazione della Ztl, comprese le tariffe per i pass, ma fa anche una serie di considerazioni che smontano le motivazioni ufficiali addotte dall’amministrazione e invita il sindaco «ad una attenta riflessione».

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«Il medico di medicina generale che si reca in visita al domicilio dei propri assistenti - scrive il difensore civico regionale - svolge una professione che include la imprescindibile esigenza di sostare e transitare nelle Ztl. L’innalzamento delle tariffe, dunque, non svolge qui la funzione di disincentivare l’ingresso nelle zone a traffico limitato».

La motivazione addotta dal Comune insomma, incentrata sull’obiettivo di una riduzione del traffico in centro, non può valere per certe categorie: perché i medici, così come altre categorie di professionisti, saranno costretti comunque a muoversi nella Ztl come prima dell’aumento. Che a questo punto appare più motivato come esigenza di far cassa. La Franchini sottolinea poi al sindaco come «la funzione spesso svolta dai medici di famiglia svolgono nella comunità di riferimento a tutela della salute dei concittadini assumendo innegabilmente un ruolo di fondamentale rilevanza non solo sul piano della tutela della salute ma anche di quello assistenziale e sociale».

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