Gioco
Settembre record per le crociere, è boom fino a Natale
Livorno, agosto super anche per i traghetti: la paura del terrorismo e le opzioni low cost ridisegnano le scelte dei vacanzieri
LIVORNO. Macché fine delle vacanze, sotto il sole delle love boat il bello è adesso. Basta guardare quel che promette questa settimana: domani saranno in porto cinque navi da crociera, giovedì ne sono attese sei, altre cinque l’indomani più quattro sabato 10 settembre . Tradotto: venti arrivi nel giro di appena quattro giorni. E poi: è vero che nella prossima settimana le love boat si addensano solo su giovedì 15 (cinque), ma nei giorni successivi c’è ancora un affollamento di croceristi sulle banchine livornesi . In cifre: cinque navi mercoledì 21, sei il giorno seguente e altrettanti il venerdì 23. E anche nella coda del mese non va male: cinque arrivi sia martedì 27 che giovedì 29, quattro invece mercoledì 28.
Insomma, un settembre come non se n’erano mai visti: ben 64 navi faranno tappa sulle nostre banchine. Per capirci: bisogna arrivare addirittura al 5 novembre per scovare un giorno in cui nel nostro porto non sia schedulata la presenza di almeno una nave da crociera. E pensare che lo scorso anno si erano contati 4 giorni vuoti già in settembre (il 2, il 12, il 22 e il 26). Al tirar delle somme, a fine mese saranno state 64 le navi da crociera che hanno fatto tappa qui da noi: siamo lontani dalle 83 arrivate nell’agosto 2011 o nel settembre precedente, ricordiamoci però che era dal maggio di tre anni fa che non si arrivava ai livelli attuali...
PIENONE IN OTTOBRE. E in ottobre? Era andata già bene lo scorso anno con due soli giorni senza love boat, ma quest’anno finirà ancora meglio: ciascuno dei 31 giorni ha in preventivo l’arrivo di almeno una nave da crociera. Perfino gli ultimi due mesi continuano a contrassegnare di arrivi il calendario: in novembre non c’è giorno vuoto fino al 20 (eccezion fatta per l’11, il 14 e il 19) e in dicembre praticamente la metà delle giornate vedrà croceristi in porto. Negli anni precedenti in tutto dicembre si erano fatte vive tutt’al più 3-4 navi, quest’anno siamo al doppio dell’anno dei record, il 2012, con più di un milione di croceristi. Potrebbe essere una svolta importante non solo dal punto di vista delle quantità: potrebbe, cioè, essere il segno che si “spalma” anche in bassa stagione il flusso del turismo delle crociere.
È da aggiungere che in agosto dalla torre dell’Avvisatore hanno visto entrare e uscire dal porto 58 navi. Esattamente quante se ne conteranno in ottobre. La fotografia dei dati reali dice che fino a tutto agosto le banchine livornesi hanno ospitato 261 love boat, il 10,1% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il balzo è ben più forte se misuriamo i turisti: quasi 555mila croceristi nei primi otto mesi di quest’anno, non avevano raggiunto neanche i 473mila dodici mesi prima. In percentuale è un’impennata del 17,3%: una accelerazione nel bimestre estivo, se è vero che fino a fine giugno i dati ufficiali dell’Authority indicavano che la crescita era sostenuta sì ma al di sotto del 14%.
Il cartellone parla di 417 arrivi nell’arco dei dodici mesi del 2016: valgono circa 800mila vacanzieri. Dunque, resta ancora distante lo standard del biennio d’oro attorno al milione di croceristi – con il 2011 chiuso con 982mila turisti e il 2012 con 1.037.849 – ma torna a essere a portata di mano il dato 2010 (822mila), dopo il patatrac che aveva portato Livorno a perdere per strada il 40% della propria clientela turistica in appena due anni.
MAI COSÌ TANTI TURISTI. Spiegano gli addetti ai lavori che non si erano mai visti così tanti turisti in città come quest’anno, come ripetono operatori e organizzazioni di categoria. Potrebbe essere l’effetto degli attentati Isis sui francesi: si sentirebbero più sicuri a fare le vacanze in Italia più che a scegliere una delle spiagge di casa propria. Ma questa è una ragione che vale per i cugini d’Oltralpe. E gli altri? Gli operatori del settore fanno rilevare che il pubblico delle crociere si è ampliato ormai da anni al ceto medio che è il più tartassato dalla crisi e per sfangarla si è abituato a fare i conti con più attenzione.
RISPARMIANDO SI PUÒ. La crociera resta ma si risparmia sulle escursioni: ecco perché a ogni sosta in porto aumenta il numero di quanti dribblano le escursioni delle grandi agenzie e si arrangiano per conto proprio in treno o si limitano a fare un giro low cost nella città dove fanno scalo. E guai a dimenticare che arriva a banchina sì un esercito di passeggeri ma anche un reggimento di membri dell’equipaggio: centinaia e centinaia di persone che ovviamente non hanno da fare escursioni ma tutt’al più una capatina a terra. È qui il mercato al quale Livorno può strizzare l’occhio: senza contare quanti hanno già visto una, due, tre volte la Torre di Pisa o il Campanile di Giotto e chiedono solo qualcosa di nuovo, qualcosa di inconsueto, fuori dalle solite cartoline già viste...
«Il nostro mercato è costituito soprattutto da clientela americana, tedesca e spagnola», dice Fabrizio Mazzei, responsabile operativo della Porto di Livorno 2000. «Ma la potenzialità di espansione è enorme anche sul mercato interno: si pensi al fatto che in Italia solo il 6% di chi fa vacanza sceglie di spenderla in una crociera».
LA TERZA VACANZA. Scelgono il fuori stagione i risparmiosi a caccia di prezzi low cost. Ma, per ragioni opposte, l’idea vale anche per chi sta cercando di inventarsi la terza vacanza dell’anno: dopo il mare d’estate e la settimana bianca d’inverno, ecco una breve crociera autunnale invece di Maldive, Pukhet o Cuba. Gli occhi fissi sulle crociere rischiamo di farci perdere di vista l’altra metà del mercato passeggeri: i traghetti. Eppure i 587mila turisti sbarcati e imbarcati nel solo mese di agosto sui traghetti diretti in Sardegna o in Corsica ci riportano indietro al periodo d’oro di quest’andirivieni fra il nostro scalo e quelli di Olbia, Golfo Aranci e Bastia.
TRAGHETTI D’ORO. Per ritrovare un agosto così bisogna tornare all’indietro di sei anni: a quell’agosto 2010 in cui il porto di Livorno ha battuto ogni record di passeggeri (oltre due milioni e mezzo solo quelli partiti dalla stazione traghetti). Quest’anno – con la novità dell’ingresso di un colosso come Grimaldi sul mercato – i primi otto mesi hanno fatto registrare un’impennata del 18% che ci farà tornare al di sopra della soglia-simbolo dei due milioni di turisti via traghetto. Come dal 2005 al 2011, prima del tracollo.
La paura del terrorismo islamico è dietro le quinte di questo boom: non ha influito sulle crociere nel Mediterraneo perché le compagnie hanno continuato a programmare le partenze ma correggendo le rotte (e spostandole dal Nord Africa a Malta o Grecia). Ma ha influito parecchio sulle scelte dei vacanzieri: altro che settimana tutto mare in Tunisia o a Sharm el Sheik, macché Turchia, meglio la Sardegna. Ecco che i traghetti hanno fatto segnare un agosto record.
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