Il Tirreno

Livorno

L’Asl: a gennaio la prima casa della salute

di Matteo Scardigli
L’Asl: a gennaio la prima casa della salute

Aprirà a Salviano, nell’estate 2017 la seconda apertura ad Ardenza. In totale saranno cinque, accoglieranno i pazienti cronici

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LIVORNO. Case della Salute, l’Asl annuncia in quinta commissione consiliare i tempi del piano che partirà nel 2017 e che prevede la realizzazione di cinque strutture.

Terminata la fase di programmazione restano però i dubbi delle opposizioni su logistica e contenuti, mentre l’assessora Ina Dhimgjini accusa Cgil, Cisl e Uil, assenti in aula: «Inopportuno non esserci».

Ci sono voluti quasi tre anni (l'ultima richiesta della Regione risale al 2013) ma alla fine i progetti attuativi delle case della salute per il territorio livornese hanno ricevuto l’approvazione dei Comuni del territorio: saranno cinque in tutto, una su Collesalvetti e quattro su Livorno. Ciascuna si appoggerà ad una struttura preesistente che fa capo ad Asl, e di queste la prima ad essere attivata sarà quella in corrispondenza del distretto di via Peppino Impastato. «Sarà attiva dai primi mesi del 2017» spiega la Rosa Maranto di Asl: «In estate poi sarà pronta quella a sud, in via Del Mare, il cui edificio sarà pertanto rimosso dal piano di alienazione. Nello stesso periodo partirà la ristrutturazione al padiglione 24 dell’ospedale – continua la dottoressa – ma è difficile stimare la durata dei lavori. Nei quartieri nord sarà fatta dove già insiste il presidio di via della Fiera di Sant’Antonino, mentre per Colle siamo ancora in fase di ricognizione. Inizialmente saranno tutte di livello base e si concentreranno sui pazienti cronici – conclude Maranto – poi si evolveranno in standard a seconda delle necessità».

Marco Cannito (Cd) però ha dei dubbi: «La CdS è un modello che serve, ma non deve andare a tappare le mancanze dell’Ospedale. Perché il cambio di destinazione sull’ex-Circoscrizione 1? E perché non avete mai risposto ai suggerimenti dell’assessora Saccardi?». «È stata proprio Asl, su input dei sindacati, ad indicare quella soluzione» conviene Maranto, mentre Dhimgjini dribbla la domanda politica. Due le perplessità delle opposizioni: la logistica e i contenuti, cioè i servizi erogati in rapporto alla collocazione sul territorio. Massimo Ferrucci (Fials, unica sigla sindacale presente) mette altra carne al fuoco: «Servono chiarimenti sui rapporti tra l’Ospedale e le altre strutture sanitarie pubbliche per ribaltare il rapporto culturale tra attesa e prevenzione, altrimenti le case della salute rischiano di diventare dei surrogati del Poliambulatorio». La concertazione è opportuna anche secondo Dhimgjini, che rilancia: «Questa commissione va riconvocata con i medici di Medicina Generale e con i sindacati, che pure avrebbero interesse a discutere della proposta per la quale dicono di aver raccolto 10 mila firme».

L’ultima questione, sollevata da Marco Valiani (Lbc), riguarda il personale che animerà le CdS. Gli risponde ancora la Maranto: «Utilizzeremo il personale già presente, e non sono previsti spostamenti di medici provenienti da altri presìdi. Quando serviranno persone in più valuteremo il da farsi».

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