Lutto
Nel centro di via Verdi ecco i primi venticinque profughi
Livorno, trasferiti nel fine settimana da Taranto, molti arrivano dall’Africa, la gestione affidata alla Misericordia guidata dal commissario Mannino
LIVORNO. È arrivato nel finesettimana, in via Verdi, il primo gruppo di profughi ospitati dalla Misericordia. In tutto venticinque persone, che si sono rifugiate in Italia soprattutto dai paesi del centro Africa. La conferma arriva dal commissario della Misericordia di Livorno, l’ex prefetto Domenico Mannino, dopo che alcuni residenti della zona hanno notato una serie di spostamenti a tarda sera.
«Sono arrivati venticinque migranti - spiega Mannino - il numero massimo di persone che possiamo ospitare. Molti sono della Nigeria o del Mali, ma stiamo ultimando tutte le procedure di presa in carico: sono arrivati di notte, per ora hanno fatto solo le visite mediche».
In media si parla di giovani uomini intorno ai vent’anni, per la prima volta in città. «Giovani e stanchi dopo un lungo viaggio», ripete Mannino dall’altra parte della cornetta. A quanto risulta sono stati trasferiti a Livorno da Taranto, presi in consegna dalla Misericordia all’uscita di Pisa nord.
Nelle ultime settimane la notizia dell’apertura di un centro di prima accoglienza nella palazzina della Misericordia in via Verdi ha sollevato le proteste di alcuni abitanti dell’area, che sono riuniti in un comitato e hanno lanciato una raccolta firme. Un po’ come è accaduto in via dei Pensieri, intorno all’ex albergo Atleti, trasformato in un centro di accoglienza.
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E come è avvenuto anche in corso Mazzini, dove sono spuntate centinaia e centinaia di firme contro l’eventuale trasformazione dell’ex hotel Corsica, nonostante sia i proprietari privati della struttura che la prefettura abbiano smentito che ci sia a oggi questa intenzione.
Ma torniamo a via Verdi. Già a inizio agosto, intervistato dal Tirreno, il commissario Mannino aveva invitato gli abitanti della zona a vedere come sarà gestito il centro di emergenza prima di protestare. «I ragazzi che sono appena arrivati - spiega oggi - faranno tutto quello che è previsto dalla prefettura, come i corsi di italiano, di alfabetizzazione». Si capirà col tempo, come spesso avviene in questi casi, se la loro sarà una sistemazione di passaggio, un sorta di appoggio in vista di altre destinazioni, o se resteranno più a lungo.
«In questo caso - chiosa l’ex prefetto Mannino - contiamo, di intesa con il Comune di Livorno, di utilizzare le norme regionali per permettere loro di collaborare con i lavori socialmente utili».
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